Casa dello studente a rischio stop Si cerca una soluzione alternativa

3 Febbraio 2022

Morgante (presidente Adsu) incontrerà Regione e Comune per non lasciare nessuno senza alloggi L’allarme dell’Unione degli universitari: «L’ex caserma Campomizzi deve tornare al ministero»

L’AQUILA. «La nostra priorità sono gli studenti: non lasceremo nessuno senza alloggio». Ad assicurarlo è la presidente dell’Azienda per il diritto agli studi universitari (Adsu), Eliana Morgante, all’indomani della presa di posizione dell’Udu (Unione degli universitari) sulla possibilità che la residenza Campomizzi possa chiudere a partire già dalla fine dell’anno accademico in corso. Secondo un protocollo d’intesa, infatti, la ex caserma dovrà essere restituita al ministero della Difesa il 5 febbraio 2023, data che, cadendo a metà dell’anno accademico, verrebbe anticipata al 31 luglio 2022. «Intendiamo cercare una residenza temporanea per far fronte all’emergenza», aggiunge Morgante. «Nel frattempo si lavora a un progetto definitivo, di una Casa dello studente sicura e adatta alle esigenze della realtà aquilana. D’altra parte, il terremoto deve pur aver insegnato qualcosa». La Campomizzi è attualmente l’unica residenza universitaria pubblica in città, alla quale si accede tramite criteri di reddito e di merito. Gli ospiti della residenza sono 160, a causa delle restrizioni dovute all’emergenza Covid, ma la struttura ha una capienza totale di 360 posti letto, importantissimi per la popolazione universitaria. Per questo l’Udu, rispetto all’accordo tra Regione e ministero della Difesa, ha chiesto che «venga garantita una proroga per un tempo sufficiente a cercare una soluzione e che la Campomizzi venga lasciata solo nel momento in cui sia effettivamente pronta un’altra sistemazione». La presidente Morgante, invece, più che a una proroga pensa a una soluzione “ponte”. «Abbiamo avviato una serie di interlocuzioni e stiamo affrontando la questione seriamente», spiega. «Si tratta di una situazione che abbiamo ereditato e che non è facile da gestire». Per questo è previsto nei prossimi giorni anche un vertice con la Regione per fare il punto. «Cercherò di trovare un’intesa con la Regione, di cui siamo ente strumentale, e con il Comune», continua la presidente dell’Adsu. «Stiamo per pubblicare anche un avviso per condurre una ricerca di mercato, in modo da trovare una residenza alternativa, come stabilito dal consiglio di amministrazione, in attesa di poter avviare il piano di ricostruzione di una Casa dello studente sicura e degna di questo nome. Vorremmo scongiurare la monetizzazione, che porterebbe molti studenti a cambiare Ateneo. L’Aquila è città degli studenti e deve rimanere tale». In questa direzione l’Adsu intende attuare un progetto proprio per la realizzazione della nuova residenza che sostituisca quella di via XX Settembre, distrutta dal terremoto del 2009.