Casa dello studente, Udu chiede certezze sulla Campomizzi

L’AQUILA. «Perdura l’incertezza sulla residenza universitaria Campomizzi, per la quale dopo mesi di lotte e interlocuzioni con la politica ci saremmo aspettati una più rapida risoluzione»: è la...
L’AQUILA. «Perdura l’incertezza sulla residenza universitaria Campomizzi, per la quale dopo mesi di lotte e interlocuzioni con la politica ci saremmo aspettati una più rapida risoluzione»: è la denuncia che arriva dall’Unione degli universitari dell’Aquila (Udu), che con un comunicato diffuso nei giorni scorsi lamenta che «scegliere di studiare all’università in Abruzzo sta diventando sempre più una scelta impossibile per chi non gode di buone disponibilità economiche». L’Udu aquilana, insieme all’Udu Teramo e a 360 Gradi Chieti-Pescara, addebita alla Regione la mancata convocazione della Conferenza Regione-università, che andrebbe convocata ogni tre anni per aggiornare il Piano di indirizzo triennale del diritto allo studio: «Dal 2015 questo organo non viene convocato, nonostante manifestazioni, solleciti scritti, telefonici e riunioni con gli esponenti politici. È un quadro davvero desolante di cui l’assessore regionale Pietro Quaresimale deve assumersi la piena responsabilità».
Sulla questione di Campomizzi all’Udu replica il consigliere comunale Alessandro Maccarone, responsabile Università della Lega Abruzzo: «Grazie alla sinergia virtuosa tra Quaresimale, il presidente Adsu Eliana Morgante, il presidente Ater Isidoro Isidori, il direttore generale della Regione e il Comune stiamo mettendo in piedi una proposta seria, articolata e concreta per la proroga della permanenza alla Campomizzi per il prossimo anno accademico, guardando anche a nuove soluzioni a medio termine», afferma Maccarone, «presto la città avrà la nuova casa dello studente che sorgerà nel cuore del centro storico, sull’ex sedime della scuola Carducci. Una residenza all’avanguardia che si inserirà perfettamente nello scenario urbanistico della città e che sarà in grado di rispondere a tutte le esigenze della popolazione studentesca aquilana».

