Casa ricostruita, assolto Di Gregorio

Funzionario comunale scagionato insieme al progettista Masucci «perché il fatto non sussiste». Prescrizione per la madre
L’AQUILA. Ancora un’inchiesta aperta nell’ambito della ricostruzione che si sgretola in Appello. I sospetti si addensarono su questi elementi: una casa rimessa a posto senza permesso a costruire: un’ordinanza di demolizione ad hoc per un’abitazione a Valle Pretara che non si sarebbe dovuta abbattere e una riclassificazione della categoria di danno della casa, da agibile a inagibile. In realtà era tutto regolare e i sospetti sono svaniti nel nulla. I giudici, infatti, hanno assolto con formula piena il funzionario comunale, Mario Di Gregorio e il progettista Giovambattista Masucci. Di Gregorio, era accusato di abuso d’ufficio e in primo grado era stato condannato a due anni mentre il geometra di tentata truffa. Prescrizione per l’anziana madre di Di Gregorio, Bruna Mastrantonio, che aveva comunque contestazioni marginali.
Altri imputati, con ruoli di secondo piano, anche in appello sono stati assolti e hanno fruito della prescrizione. Si tratta di Piermarco Cardoni, Mario Smiraglia, Luigi Finazzi. L’operazione, ora giudicata corretta, sarebbe stata perfezionata attraverso una discussa ordinanza di demolizione ma che, in sostanza, sarebbe stata “indotta” con il concorso di Di Gregorio, all’epoca, era responsabile del servizio Emergenza e terremoto del Comune. Condotta, questa, che avrebbe concretizzato i reati attraverso la predisposizione del presupposto di una demolizione ordinata in modo discutibile. Il tutto troverebbe origine nel fatto che, nell’immediato post-sisma, l’edificio ebbe due diverse classificazioni fino a diventare una casa E cioè con danni strutturali. Nella stessa vicenda fu imputato anche il dirigente comunale (e oggi assessore) Vittorio Fabrizi, il quale fu assolto in appello. La casa, come osserva l’avvocato di Di Gregorio, Stefano Rossi, fu rifatta, ma senza fondi pubblici. Altri avvocati ieri in aula Massimo Manieri e Lanfranco Massimi.
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