Casciere, bordate alla Lega: «Mi schiero con la Taccone»

8 Settembre 2020

L’ex assessore del Carroccio: «Non condivido chi predilige le taniche di benzina I partiti gestiti dagli aquilani vogliono fare di Avezzano un feudo a loro uso»

AVEZZANO. L’ex leghista Leonardo Casciere, recide definitivamente i fili di collegamento «col centrodestra a trazione aquilana» e si schiera nel campo della forzista Anna Maria Taccone. L’ex assessore nella giunta De Angelis, rimasto alla finestra in questa tornata elettorale, torna in campo con un atto d’accusa al centrodestra, in particolare a Lega e Fratelli d’Italia, con endorsement finale alla Taccone, candidata a sindaco del centrodestra moderato.
«Non posso trovarmi d’accordo con i due terzi del centrodestra», attacca Casciere, «sia per le vicissitudini che ho avuto con la Lega, che mi ha ostracizzato per aver fatto il dovere di avvocato, non violando la sacralità del segreto professionale, sia, soprattutto, perché non posso condividere chi predilige le taniche di benzina all’applicazione della legge e chi specula sulle necessità primarie dei meno fortunati».
Casciere fu messo all’angolo dal Carroccio dopo la vicenda giudiziaria dell’ex consigliera, Arianna Stati (condannata per estorsione, pena sospesa), perché non avrebbe informato i vertici.
«Inoltre», aggiunge l’ex assessore comunale, «tutti coloro che si riconoscono nel centrodestra, non possono non notare che molti candidati di quei partiti hanno subìto la folgorazione sulla via di Damasco, pur avendo, fino a pochi giorni prima, criticato aspramente i rappresentanti politici nazionali. Costoro provengono da compagini opposte, compreso il Pd (il riferimento è al neo-coordinatore marsicano, Giovanni Luccitti, candidato con la Lega, ndc), per cui votarli significherebbe tradire gli ideali che contraddistinguono donne e uomini che hanno sempre lottato per i loro principi».
Altra nota dolente per l’avvocato: «I due partiti più rappresentativi, Lega e Fratelli d’Italia, sono gestiti dai valvassori aquilani che», sottolinea, «vogliono fare di Avezzano un feudo a loro uso e consumo». Per l’ex leghista, quindi, la strada maestra per dare alla città «l’opportunità di operare una svolta epocale per la sua rinascita è quella di affidare le sue sorti a una donna di valore: la professoressa Anna Maria Taccone che», dice, «rappresenta il mio ideale di sindaco. Ho avuto delle interlocuzioni con la stessa e ho potuto apprezzare le sue qualità intellettuali, l’eleganza dei comportamenti e la profondità dei suoi pensieri, che mi inducono a credere in una sua partecipazione alla seconda fase elettorale. La crescita di una città passa attraverso le idee innovative, programmi adeguati alla realtà in cui viviamo, un piano regolatore proiettato nel futuro, la salvaguardia dei presidi della salute e della legalità, che gli esterni vogliono distruggere, le problematiche dello stato sociale: vi è la necessità di un sindaco che abbia la forza di imporsi per ottenere le risorse sui vari tavoli nazionali e regionali, evitando ulteriori spoliazioni».
Senza nulla togliere agli altri quattro competitor.
«Ciò non significa», conclude l’ex assessore, tagliando definitivamente i ponti con la Lega e col il centrodestra, «che gli altri candidati non siano all’altezza del compito, significa, invece, che non rispecchiano la mia formazione politica e intellettuale, per cui ritengo di non poterli sostenere».
Casciere, quindi, messo all’angolo dalla Lega dopo le Regionali, per non aver comunicato ai vertici del partito, Luigi D’Eramo in testa, la vicenda giudiziaria della sua assistita, si toglie gli ultimi sassolini dalle scarpe ed è pronto a tirare la volata alla forzista Taccone.