Casciere: «Superare personalismi e odio per guidare la città»

29 Dicembre 2019

AVEZZANO. Futuro nel segno «dell’orgoglio marso», con alla guida «un sindaco politico e autorevole», che superi «gli steccati ideologici» e creda «nello spirito di squadra» e nel confronto «senza...

AVEZZANO. Futuro nel segno «dell’orgoglio marso», con alla guida «un sindaco politico e autorevole», che superi «gli steccati ideologici» e creda «nello spirito di squadra» e nel confronto «senza prevaricazioni». L’ex assessore comunale leghista alla Sicurezza, Leonardo Casciere, traccia il profilo ideale della nuova amministrazione, scevra da condizionamenti esterni e al di là delle barriere ideologiche.
Avvocato Casciere quali caratteristiche dovrebbe avere il primo cittadino e quali obiettivi per la città?
«Il sindaco dovrebbe essere un politico di elevata caratura intellettuale, che conosca i meandri della pubblica amministrazione, sappia guidare la città con un pensiero illuminato verso orizzonti nuovi, condivida le proprie idee con maggioranza e minoranza ma, allo stesso tempo, deciso nella sue iniziative. La città dovrà affrontare e risolvere problemi rilevanti: piano regolatore, ospedale, tribunale, nuovo municipio, ambiente, nucleo industriale, disoccupazione, periferie, start up e, non ultimo, lo stato sociale».
Con quale formula operativa?
«Il fulcro risiede nell’aggregazione, la condivisione e nelle deleghe vere, nel rispetto massimo di tutti gli interlocutori attraverso atteggiamenti che scoraggino la polemica sterile, le diatribe personali, gli attacchi inutili e la perpetuazione del clima di odio e risentimento, che fanno male alla comunità. La carenza di queste prerogative, compresa un’autocritica sincera, offrirebbe l’immagine di un sindaco avulso dal contesto sociale destinato alla sconfitta. L’ideale sarebbe un uomo del nostro tempo, ancorato a principi e valori reali espressione della nostra terra, che da sempre ha avuto menti elevate che hanno ricoperto, e ricoprono, incarichi prestigiosi».
Con che tipo di squadra?
«È questo il momento storico di superare le barriere ideologiche e di riconquistare quell’indipendenza che la città di Avezzano, e la Marsica intera, ha nel suo Dna, ricreando, se del caso, quella Legio Martia che fece gridare nec sine marsis, nec contra marsos triumphari posse. Ovviamente non significa ricreare degli steccati. È mia profonda convinzione che la politica debba avere un ampio respiro; ritengo, però, giusto e corretto che il primo cittadino sia scelto dai tavoli locali, senza interferenze di sorta. E che venga eletto un sindaco che gestisca appieno la res pubblica e non, come spesso accade, debordi verso la res privata». (m.s.)
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