Case del sesso, scoperte decine di annunci

L’inchiesta si amplia: donne orientali, sudamericane o dell’Est si prostituiscono in tutta la provincia
AVEZZANO. Decine e decine di annunci in un’apposita bacheca web, con foto, video hard, numeri di telefono. Prostitute, trans di origine sudamericana, dell’Est Europa o italiane, “massaggiatrici orientali” che reclamizzano il loro corpo ed elencano nel dettaglio le prestazioni fornite.
Il sospetto degli investigatori è che il giro di prostituzione scoperto nelle inchieste che hanno toccato prima L’Aquila e poi Avezzano sia ben più ampio.
Da qui ulteriori indagini della squadra Mobile dell’Aquila. Gli annunci riguardano anche alcune località della Valle Peligna, Sulmona in particolare. Proprio in seguito ad alcune intercettazioni telefoniche gli agenti della sezione criminalità diffusa della Mobile sono arrivati al civico 22 di via Sabotino ad Avezzano, nella zona della stazione ferroviaria, dove esisteva una casa del sesso a pagamento. All’Aquila, invece, l’inchiesta aveva portato alla scoperta di un affittacamere B&B a luci rosse sulla Statale 17.
Lo scorso marzo, dopo circa otto mesi di indagini, erano finiti agli arresti domiciliari Agostino Di Carlo, 68 anni, e Giuseppe Cerasoli, 69, il primo di Vigliano di Scoppito e l’altro residente all’Aquila ma originario di Ginosa (Taranto). Entrambi avevano patteggiato un anno e mezzo di reclusione con l’accusa di sfruttamento della prostituzione. Proprio dalle intercettazioni sul telefonino di Cerasoli sono emersi contatti con una 46enne originaria dell’isola di Santo Domingo che gestiva la casa di appuntamenti ad Avezzano. Così l’altro giorno Firgia Dipre Nova è stata raggiunta da un provvedimento di divieto di dimora ad Avezzano firmato dal gip del tribunale marsicano, Francesca Proietti. Anche la donna è accusata di sfruttamento della prostituzione. L’inchiesta è stata coordinata dal sostituto procuratore Guido Cocco. Dopo il blitz dell’Aquila, è stato accertato che la casa del sesso di Avezzano aveva continuato la propria attività. Dal monitoraggio dei siti web è stato accertato che l’attività nella casa di via Sabotino era reclamizzata da specifici annunci su “Bakeca Incontri”. Stando alla ricostruzione della Mobile dell’Aquila, Firgia Dipre Nova aveva affittato l’appartamento nelle vicinanze della stazione e qui donne e trans si prostituivano ricevendo dai clienti un compenso che oscillava tra i 50 e i 70 euro, a seconda della prestazione richiesta. La donna domenicana ricavava dalla messa a disposizione dell’appartamento di prostituzione circa 40 euro al giorno da ciascuna prostituta e transessuale. Ma il giro è ben più ampio. E le indagini potrebbero riservare sviluppi. (r.rs.)
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