Case di Belvedere, l’Asl trova l’amianto

6 Ottobre 2020

Sopralluogo nell’edificio sottostante il cavalcavia: rifiuti, guano di piccione e umidità impongono interventi immediati

L’AQUILA. L’edificio al civico 29 in via Fontesecco, sotto al ponte Belvedere, presenta carenze che ne mettono a rischio l’abitabilità. Lo afferma l’Asl, che ha compiuto un sopralluogo nell’immobile su richiesta di alcuni inquilini. L’Asl ha “ordinato” all’Ater e ai proprietari privati di avviare subito lavori di manutenzione e soprattutto rimuovere il rischio amianto, materiale contenuto in tubature e serbatoi. A questo punto però si pone un problema: può l’Ater (proprietaria di 26 dei 40 appartamenti) spendere soldi per una manutenzione di fatto inutile visto che il Comune ha deciso di abbattere l’edificio nell’ambito del progetto di demolizione e ricostruzione del cavalcavia? Evidentemente no e per questo gli inquilini, che si sono rivolti all’Asl per una verifica dello stato di fatto, chiedono che nel giro di poco tempo, e comunque prima dell’inverno, Ater e Comune provvedano a trovare una soluzione abitativa alternativa per gli inquilini in modo da liberare subito l’edificio senza attendere le lungaggini legate alla progettazione del nuovo cavalcavia. Nella nota Asl si legge che “è stato effettuato un sopralluogo, nell’immobile di proprietà Ater sito in via Fontesecco 29, da personale Asl. Nel corso del sopralluogo è stata accertata la presenza di piccioni e delle loro deiezioni nelle pertinenze esterne del condominio in associazione a una situazione di scarsa manutenzione e carente programmazione delle operazioni di ordinaria pulizia associata alla presenza di depositi di rifiuti di vario genere. Erano inoltre presenti diffuse tracce di umidità all’interno degli appartamenti. Occorre segnalare che la presenza o nidificazione di piccioni su stabili, soprattutto se adibiti ad abitazione, può causare vari inconvenienti igienico-sanitari dovuti alla possibile presenza di parassiti. Si rende quindi necessario a parere dell’Asl effettuare interventi di accurata pulizia con asportazione del guano, associati ad azioni atte a impedire l’accesso dei piccioni alle varie zone del fabbricato (cornicioni, terrazze e sottotetti) provvedendo alla chiusura degli eventuali siti di nidificazione e la installazione di appositi dissuasori di sosta. Si chiede inoltre all’Ater di fornire ogni informazione o documento utile in suo possesso circa l’esatta natura delle tubazioni di scarico e dei serbatoi riscontrati in sede di sopralluogo verosimilmente costituiti da materiali contenenti amianto. Occorre ricordare”, conclude l’Asl, “che spetta i proprietari mantenere le costruzioni e il suolo in condizioni di abitabilità, decoro, idoneità igienica e sicurezza ambientale assicurando tutti i necessari interventi di manutenzione”. Quanto scrive l’Asl non è “interpretabile”. La sostanza è che nel civico 29 si vive in condizioni molto precarie e con una pessima qualità della vita (soprattutto in relazione all’umidità visibile in quasi tutti gli alloggi). Visto che l’edificio dev’essere abbattuto lo si liberi al più presto e poi, come dice un’inquilina, «rifacessero tutti i ponti che vogliono».