Case e scuole al posto delle baracche del ‘15

5 Marzo 2019

Piano del Comune di Balsorano: prevista la riqualificazione delle aree a 104 anni dal terremoto

BALSORANO. Emergenza abitativa ed edilizia scolastica: due problemi che il Comune di Balsorano intende risolvere riqualificando le aree occupate ancora dalle baracche costruite dopo il terremoto del 13 gennaio 1915 e delle quali il centro rovetano detiene il primato nella Marsica. Nel rione Abbatello le casette asismiche sono state già abbattute e al loro posto sorgeranno la scuola elementare e quella materna. A Urtelle, in particolare, e in altre zone del centro, invece, rimangono ancora in piedi, a testimonianza non solo dell’immane tragedia che 104 anni fa sconvolse la Marsica ma anche dell’incapacità delle amministrazioni che si sono susseguite nel tempo. Il numero delle baracche ancora da demolire si aggira intorno a 150, di cui 120 a Urtelle e le altre in via Roma. Alcune sono ancora abitate. In questa direzione si sta muovendo l’amministrazione comunale retta da Antonella Buffone. Approfittando, infatti, della delibera adottata il 2 febbraio dalla giunta regionale sui fondi da destinare ai Comuni delle aree interne “a disagio abitativo”, il Comune rovetano, al quale, nella ripartizione, sono toccati quasi 2 milioni, non si è voluto perdere l’occasione. I tempi per presentare la documentazione, necessaria ai fini dell’ammissione al finanziamento, erano stretti, ma la sindaca non si è persa d’animo. Ha subito dato incarico al responsabile dell’Ufficio tecnico, Luigi Enrico Tuzi, di predisporre il programma di interventi. Il 28 febbraio la giunta ha potuto approvarlo e inviarlo alla Regione, prima che scadesse il termine, fissato per venerdì scorso. Il piano prevede il recupero e la realizzazione di una trentina di alloggi di edilizia residenziale pubblica. Riguardo invece all’edilizia scolastica, il programma prevede il completamento delle elementari e la realizzazione dell’asilo nel rione Abbatello e l’adeguamento degli edifici scolastici alle norme antisismiche. Interventi che verranno eseguiti attingendo ai fondi previsti dal Piano triennale regionale per l’edilizia scolastica, che si aggirano su 1 milione, e stornando il mutuo di 250.000 euro contratto in precedenza con la Cassa depositi e prestiti per “opere stradali varie” e mai utilizzato.
©RIPRODUZIONE RISERVATA