Caserma chiusa, una soluzione per gli agenti pendolari
SULMONA. Arriva la soluzione tampone per gli agenti penitenziari pendolari che sono rimasti da lunedì senza alloggio. L’Amministrazione penitenziaria ha infatti disposto la chiusura immediata degli...
SULMONA. Arriva la soluzione tampone per gli agenti penitenziari pendolari che sono rimasti da lunedì senza alloggio. L’Amministrazione penitenziaria ha infatti disposto la chiusura immediata degli alloggi dopo una serie di verifiche sismiche non superate dalla caserma dei berretti blu. Ieri, però, è arrivata la disponibilità della direzione del supercarcere a mettere a disposizione spazi negli uffici e nella palazzina riservata ai vertici della casa di reclusione. Chiaramente, prima di trasformarli in camere da letto ci vorranno almeno dieci giorni, per questo è stato confermato lo stato di agitazione degli agenti nella lunga assemblea sindacale convocata ierir nei locali della Uil in via Papa Giovanni XXIII. La struttura a cinque piani, interna al perimetro del supercarcere sulmonese, ha subìto in questi giorni delle verifiche sismiche. Proprio ieri è arrivato il responso che ha sancito l’inagibilità della parte alloggi, ma non quella della mensa e del bar. «Chiederemo di vedere le carte delle verifiche tecniche eseguite», interviene il segretario generale della Uil, Mauro Nardella, «perché vogliamo capire come sia possibile decretare l’inagibilità solo di una parte della struttura. Per questo invochiamo un’azione sindacale unitaria che possa sollecitare una soluzione valida nel breve periodo. Ringraziamo il direttore Sergio Romice per la disponibilità mostrata e speriamo che si riesca a trovare una sede alternativa a breve». Al momento una parte dei circa 50 agenti che usavano fino all’altro ieri la caserma per dormire sono stati dislocati in cinque stanze messe a disposizione dalla Scuola di amministrazione penitenziaria, in attesa che gli uffici diventino delle stanze. Solidarietà arriva dall’Ordine degli avvocati di Sulmona. «Si auspica», interviene il presidente Luca Tirabassi, «la sollecita adozione, da parte degli Enti competenti, di ogni iniziativa finalizzata alla messa in sicurezza della caserma e, comunque, nell’immediato, alla individuazione di soluzioni alternative idonee a soddisfare le esigenze cui la stessa era preposta, così da mantenere la piena efficienza e funzionalità dei livelli di sicurezza. Ciò anche in ragione del programmato aumento dei detenuti da ospitare nella casa di reclusione, la cui importanza strategica per l’intero territorio è ben nota od occorre assolutamente preservare».
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