Casetta fantasia, l’Afm: i contratti sono nazionali

L’AQUILA. Il problema è nel contratto. «Le dipendenti di Casetta fantasia sono inquadrate con un contratto nazionale di lavoro di natura privatistica e quindi differente da quello degli enti locali e...
L’AQUILA. Il problema è nel contratto. «Le dipendenti di Casetta fantasia sono inquadrate con un contratto nazionale di lavoro di natura privatistica e quindi differente da quello degli enti locali e non potrebbe essere altrimenti stante la normativa vigente»: così l’amministratrice unica della municipalizzata aquilana Afm Alessandra Santangelo risponde alla polemiche. In particolare al sindacato Cisal, che aveva segnalato come le dipendenti dell’asilo Casetta fantasia abbiano uno stipendio più basso di 200 euro rispetto alle colleghe degli asili comunali. «Inoltre le dipendenti Afm del settore pedagogico svolgono un lavoro part-time a 30 ore settimanali, mentre le dipendenti comunali di analogo settore sono a tempo pieno, pertanto la comparazione è improponibile», continua Santangelo. «Questo avrei potuto spiegarlo se ci fosse stato chiesto un incontro da parte del sindacato. Ma non mi risulta per quanto riguarda il settore pedagogico alcuna richiesta di incontro sindacale di questa o di altre sigle. Avrei inoltre potuto informare il sindacato che l’Azienda ha proposto quest’anno alle 21 unità a tempo indeterminato del nido di ampliare il part-time in via sperimentale attraverso la realizzazione di un servizio estivo per il mese di luglio e che solo cinque dipendenti hanno aderito, sebbene parzialmente, a tale proposta». Poi ancora, parlando di «violazioni di contratto infondate»: «Per quanto riguarda il settore farmacie, mi risulta invece richiesta e convocata una riunione con le Rsu per il prossimo lunedì 13 con convocazione del 6 novembre». Immediata la replica di Giuliana Vespa della Cisal: «Gravissimo che se la prenda con le lavoratrici. Il conteggio dei 200 euro in meno, da noi effettuato, è stato fatto considerando lo stesso numero di ore lavorate sia dalle dipendenti di Casetta Fantasia che da quelle comunali che svolgono le stesse mansioni. Le lavoratrici, ormai da mesi, chiedono alla Santangelo l’adeguamento delle retribuzioni ma ricevono, sistematicamente, la stessa risposta: “non è il momento”».

