Casini alla Regione: l’ospedale non diventi una scatola vuota

6 Ottobre 2018

Si attende il taglio del nastro della moderna struttura Ma il Comune teme la carenza di personale e servizi

SULMONA. L’inaugurazione del nuovo ospedale che continua a slittare, i macchinari obsoleti che non vengono rinnovati nemmeno approfittando del trasloco dei reparti e i nuovi primari che non vengono nominati. Resta un malato cronico l’ospedale sulmonese, nonostante la nuovissima struttura in acciaio e vetro, la prima antisismica in Abruzzo, che attende da mesi il taglio del nastro. In verità, l’inaugurazione sarebbe dovuta esserci due anni fa, ma poi la realizzazione dei moduli che dovranno ospitare la nuova struttura si è persa tra lungaggini burocratiche e permessi vari. Da qui, la tabella di marcia che ha accumulato ritardo rispetto agli annunci conseguenti alla prima pietra, posata l’11 dicembre del 2014. Secondo il cronoprogramma iniziale, il primo lotto sarebbe dovuto essere pronto per gennaio 2016. Ora la nuova struttura di cemento e vetro, con camere verde acido e carta da parati nei corridoi per una maggiore “umanizzazione” degli ambienti c’è. La moderna costruzione da 10.000 metri quadri conterrà 124 posti letto, 48 per ognuno dei tre piani dedicati alla degenza, più il piano terra per pronto soccorso, radiologia e locali tecnici. Secondo l’ultimo annuncio dell’assessore Silvio Paolucci, in estate in città, l’ospedale dell’Annunziata bis dovrebbe essere inaugurato entro l’autunno. La fase 2 da altri 10 milioni di euro (per un totale di 20) prevede ulteriori parcheggi, la pista dell’elisoccorso, la centrale tecnologica e la riqualificazione dell’ala nuova. I reparti in fase di trasferimento sono tutti, tranne Pediatria e Ostetricia che resteranno nell’ala nuova dell’attuale ospedale. Previsti anche spazi ad hoc per la nuova Tac (già acquistata e mai entrata in funzione) e, in futuro, per la risonanza magnetica. Proprio questa incertezza sul domani ha spinto il sindaco Annamaria Casini a chiedere una richiesta di incontro urgente, tramite una lettera inviata al direttore generale della Asl Rinaldo Tordera, al direttore sanitario Asl Maria Teresa Colizza, al direttore sanitario di Sulmona Tonio Di Biase, all’assessore regionale Paolucci e al Comitato ristretto dei sindaci della Asl. «Manca poco all’apertura del nuovo ospedale e non vogliamo che resti una bella scatola vuota, sarebbe una beffa a danno della comunità di un vasto territorio montano, che reclama da anni servizi efficienti ed equità nella distribuzione di risorse su base provinciale», incalza il primo cittadino. «La mia amministrazione si è attivata, in questi anni, nel sollecitare assessore regionale, manager e dirigenti. È necessario intervenire con urgenza nell’interesse della nostra comunità e avere risposte chiare e concrete».
Secondo il sindaco fondamentale è rimettere mano alla pianta organica dell’ospedale per far riacquisire fiducia alle persone. «C’è la questione del rinnovo dei primari in tutti i reparti e l’attuazione del piano delle assunzioni per il quale non si sa quante unità previste andranno a Sulmona, nonché il caso delle strumentazioni obsolete che non vengono rinnovate, neanche in occasione del trasloco dei reparti nel nuovo ospedale», fa notare Casini. Le osservazioni del sindaco, però, vanno oltre e in una seconda lettera alla Regione, chiede cosa sia stato fatto per dar seguito alla delibera del consiglio comunale con cui si richiede di rivedere la classificazione dell’ospedale da struttura di base a primo livello.
«Ho chiesto quali atti siano stati adottati per dare seguito alla delibera di consiglio comunale inerente l’ospedale di primo livello, approvata lo scorso 10 agosto con la convergenza di tutta l’assise civica, visti anche gli impegni presi dall’assessore regionale Paolucci», ricorda il sindaco, «nella riunione, lo scorso luglio al Comune, dei capigruppo consiliari».
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