Casini: «Carenze in ospedale, basta attese»

19 Febbraio 2020

Assenze di primari e reparti mai aperti, il sindaco sollecita un confronto urgente con la Regione

SULMONA. Un confronto urgente sulla «preoccupante situazione dell’ospedale di Sulmona» e «sulle criticità che mortificano la sanità del comprensorio», alla presenza delle istituzioni locali, regionali e nazionali e dei sindaci del territorio. È quanto ha chiesto il sindaco di Sulmona, Annamaria Casini, in una nota inviata all’assessore regionale alla Sanità, Nicoletta Verì, alle consigliere regionali Marianna Scoccia e Antonietta La Porta, al manager Asl, Roberto Testa, al presidente del Comitato ristretto dei sindaci, ai parlamentari e ai sindaci del territorio. «Dopo l’apertura del nuovo ospedale, il primo antisismico in Abruzzo, non è avvenuto l’auspicato congruo investimento, che attendiamo da anni, per l’adeguamento del personale e delle strumentazioni», afferma il sindaco, «la sospensione da oltre un anno dell’attuale atto aziendale sta ritardando ogni scelta e azioni tese a riportare l’ospedale alla piena funzionalità. Su cinque unità operative quattro ad oggi sono prive del primario e, nonostante sia stato più volte sollecitato ai vertici regionali e aziendali, ad oggi si è mosso poco e nulla della programmazione regionale è stato attuato» continua il sindaco «non è stato aperto il reparto di lungodegenza, né la stroke unit delle reti di emergenza urgenza, con la risonanza magnetica, e resta ancora fortemente sotto organico il pronto soccorso. Con il prossimo pensionamento del primario, Ezio De Pratti, anche l’Utic resterà senza stabile guida. Basti considerare la difficile situazione conseguente all’ultimo pensionamento, quello del primario di ortopedia Lino Cavasinni, avvenuto la scorsa estate. È necessario risolvere in maniera definitiva la salvaguardia del Punto nascita. Come occorre, inoltre, potenziare i servizi territoriali con la previsione di Rsa».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.