Casini: dimissioni ritirate e ora rilancio la battaglia
Oggi alle 15 incontro con il sottosegretario Boschi insieme a D’Alfonso e a Caruso Il sindaco: procederemo attraverso il ricorso al Tar e i contatti con il governo
SULMONA. Le dimissioni sembrano già un vago ricordo e il piano di azione è già molto chiaro e avviato. Il sindaco Annamaria Casini, che ieri alle 11.57 ha protocollato il ritiro delle dimissioni, è già all’opera per contrastare la realizzazione della centrale Snam.
OGGI DALLA BOSCHI. Oggi alle 15 sarà a Roma, a palazzo Chigi, insieme ai presidenti della Regione e della Provincia, Luciano D’Alfonso e Angelo Caruso, per un incontro con il sottosegretario Maria Elena Boschi. «Speriamo di avere notizie confortanti», commenta il sindaco, «mi auguro che ci sia una possibilità di avere la disponibilità a revocare o a soprassedere sul progetto. Il percorso del tracciato va rivisto e va spostata la realizzazione della centrale. Ringrazio D’Alfonso che sta confermando con i fatti il suo impegno a sostenere la nostra lotta. Se rimarrà l'asse Regione-Provincia-Comune, con la confluenza di interessi, sono certo, si otterranno risultati concreti. Io i miae impegni li sto portando avanti».
IL PIANO D’AZIONE. Già da ieri, dunque, il sindaco è “in trincea” nella battaglia contro la multinazionale del gas. Sono tre i fronti della lotta: legale col ricorso al Tar, politico con l’interlocuzione col governo e di mobilitazione, alzando il tiro della protesta.
RICORSO AL TAR. Il procedimento giuridico sarà curato dall’esperto costituzionalista e in materia ambientale Alfonso Celotto del foro di Roma. La parcella del professionista è di 7.500 euro, più bassa delle tariffe dell’ordine degli avvocati, per andare incontro alle esigenze di economia del Comune. Il costo del ricorso, però, si raddoppia, calcolando le spese procedurali.
DIMISSIONI. Le dimissioni erano scaturite il 23 dicembre scorso proprio dal via libera del governo alla centrale della Snam, arrivato nella riunione del giorno prima del Consiglio dei ministri.
SINDACI DIVISI. Il sindaco non nasconde la delusione e la rabbia per il mancato coinvolgimento di tutti i sindaci e critica quelli che hanno preso le distanze dal suo gesto. «Le mie dimissioni sono state un fatto personale e ritengo una scortesia istituzionale buttare la cosa nella battaglia fra le parti», commenta, «la solidarietà in questa questione sarebbe dovuta arrivare incondizionatamente da tutti e la strumentalizzazione sulla mia pelle non la accetto. Spero che ci sia una comunione di intenti in questo senso e in questa delicatissima fase. Il contrasto all’opera andava fatto anni fa, quando c’erano ancora gli elementi a cui appigliarsi», sottolinea il sindaco, «in questa fase delicata di campagna elettorale mi auguro che si eviti la strumentalizzazione politica, che non consentirò. La battaglia deve essere seria e forte, fuori dai partiti».
CONSIGLIO INFUOCATO. Rispetto all’ultimo consiglio, in cui i Comitati cittadini per l’ambiente sono stati accompagnati fuori dall’aula dopo le proteste per non essere stati ascoltati, i consiglieri di maggioranza Roberta Salvati e Fabio Pingue precisano che «nessuno dei consiglieri ha mai chiesto l’intervento dei comitati». «Elisabetta Bianchi poteva chiedere l’audizione degli ambientalisti durante la capigruppo che si è tenuta durante la sospensione del consiglio e non lo ha fatto», aggiunge l’assessore Stefano Mariani, «a questo punto in maniera strumentale. Per noi i comitati sono una risorsa».
COMMISSIONE DI ESPERTI. Tempi brevi, poi, annuncia Casini per la costituzione della commissione di tecnici a supporto della lotta all’impianto.
RILANCIO AMMINISTRATIVO. Dal punto di vista politico le dimissioni sono state l’occasione per rifare il punto sul progetto politico in maggioranza.
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