Casini e Caruso ai parlamentari: uniti per salvare il tribunale

27 Luglio 2021

SULMONA. I sindaci di Sulmona, Annamaria Casini, e di Castel di Sangro, Angelo Caruso, quest'ultimo anche in veste di presidente della Provincia, fanno appello alle forze politiche parlamentari per...

SULMONA. I sindaci di Sulmona, Annamaria Casini, e di Castel di Sangro, Angelo Caruso, quest'ultimo anche in veste di presidente della Provincia, fanno appello alle forze politiche parlamentari per la difesa del tribunale di Sulmona. «La salvaguardia dei tribunali è giunta a una fase decisiva perché se non si otterrà la proroga la chiusura sarà definitiva», sostengono i due sindaci, «le amministrazioni e gli ordini professionali hanno fatto tutti gli sforzi possibili declinati in anni di battaglie, che hanno portato fino a questo momento ad evitare la chiusura dei presidi di giustizia di Sulmona, Avezzano, Lanciano e Vasto. Il testimone ora è in mano alla rappresentanza parlamentare, alla quale si è chiesto a gran voce di far valere le ragioni dell’Abruzzo, senza timori reverenziali o altro tipo di indugio. Dunque la partita decisiva è nella stanze romane, dove i vertici della politica abruzzese dovranno dare prova in queste ore di saper incidere sulle decisioni del governo e del Parlamento». E concludono: «L’emendamento di proroga dovrà superare i tecnicismi ministeriali, che non potranno costituire in nessun caso un alibi dell’insuccesso. Parliamo di argomenti risibili soprattutto perché riguardano la copertura finanziaria, che avrebbe un costo irrisorio per il bilancio dello Stato (si parla dell’ordine di 2/3 milioni di euro in due anni) a fronte di gravissimi costi per i cittadini e ripercussioni sociali. Superando gli sgarbi istituzionali di questi giorni, la fiducia nei parlamentari è ampia, poichè sapranno far sentire la loro voce presso il governo ed all’occorrenza far venir meno la fiducia allo stesso come gli è stato espressamente chiesto dalle municipalità che pure rappresentano. Al termine di questa battaglia vorremmo esprimere solo il grazie verso i nostri senatori e deputati, giammai dichiararli complici di una disfatta».(c.l.)
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