Casini raccoglie la sfida di Sgarbi «Si candida? Pronta anch’io»

Il sindaco non esclude che la scesa in campo del parlamentare possa pesare sulle sue scelte future Il centrodestra è in fibrillazione: Federico invita il critico d’arte a ritirare le sue dimissioni
SULMONA. «Sarà una bella lotta». Così il sindaco Annamaria Casini replica all’annuncio di Vittorio Sgarbi di voler presentare una propria lista alle prossime elezioni comunali di Sulmona in programma l’anno prossimo.
«Dopo questi cinque anni di difficile amministrazione sono ancora indecisa se proseguire l’esperienza a palazzo San Francesco. Il guanto di sfida lanciato da Sgarbi è stimolante e non escludo che la sua annunciata candidatura possa pesare in maniera determinante sulla eventuale scelta di ricandidarmi anche per i prossimi cinque anni».
Insomma, l’intervento del critico d’arte ha portato un po’ di brio alla scena politica cittadina tanto che numerosi esponenti della destra locale sarebbero pronti ad accompagnarlo nell’avventura sulmonese.
È il caso della consigliera comunale di Fratelli d’Italia Elisabetta Bianchi che ad alcuni amici avrebbe confidato di voler condividere l’iniziativa di Sgarbi. Ma solo se sarà lei il candidato sindaco nella lista che si chiamerà “Rinascimento”, così come annunciato dallo stesso parlamentare.
La consigliera comunale, infatti, sarebbe in rotta con i vertici regionali di Fratelli d’Italia, con quelli locali e in generale con il centrodestra, che non l’avrebbero presa in considerazione per le prossime elezioni comunali di Sulmona.
E che il centrodestra veda di buon occhio l’iniziativa di Vittorio Sgarbi di voler presentare una propria lista alle prossime elezioni amministrative di Sulmona si evince dall’uscita in suo favore dell’ex sindaco Fabio Federico, attuale responsabile della Lega Peligna il quale, dopo l’annuncio del parlamentare di voler dimettersi da presidente onorario del Premio Sulmona è intervenuto chiedendo a Sgarbi di tornare indietro dalla propria decisione.
«Premesso che non ho sempre condiviso le affermazioni del professor Sgarbi e qualche volta neppure i modi con cui le esternava, riconosco che ne sono affascinato dalla cultura artistica e soprattutto dalla capacità unica di dedicare, e forse sfruttare, ma a fini nobili, ogni secondo della sua vita “pubblica” alla promozione del patrimonio culturale e artistico della nostra intera nazione, ergendosi a paladino di esso contro l’abbrutimento dei nostri costumi e soprattutto delle nostre sensibilità. Una dote senz’altro unica» sostiene Federico, il quale non si fa scappare l’occasione per lanciare accuse al sindaco Annamaria Casini. In particolare per aver ricordato a Sgarbi che è stato ospite della città sempre accolto con riguardo e ben pagato per la sua partecipazione ad eventi, al contrario di chi altrettanto illustre ed autorevole personalità invece è venuto gratuitamente.
Dichiarazioni non condivise da Federico, il quale aggiunge che fu proprio Gaetano Pallozzi, tra i fondatori del Premio Sulmonese ed ideatore della Pinacoteca civica, a volere che Sgarbi diventasse presidente del Premio.
E l’ex primo cittadino dichiara piena condivisione con le dichiarazioni di Sgarbi, che aggiunte al fatto di passeggiare senza mascherina, violando disposizioni di legge, hanno provocato il caso.
«Sulmona, col suo centro storico, è desolata e desertificata ben prima della visita di Sgarbi e cioè da quando scelte improvvide del sindaco di Sulmona ne hanno decretato per delibera l’exitus, con la “chiusura di fatto”, prima ancora dei Dpcm arrivati dai “liquidatori” nazionali dall’inizio della pandemia», conclude l’ex primo cittadino di Sulmona. «Il sindaco Casini, per il bene della città, dovrebbe riflettere sulle sue esternazioni e, se possibile, evitare di ascoltare i cattivi consiglieri».
Insomma, il guanto di sfida è già stato lanciato. Anche se qualche esponente politico della destra più lungimirante avrebbe invitato tutti alla calma e a una maggiore prudenza, consapevole che l’uscita di Sgarbi potrebbe rivelarsi un boomerang per la tenuta della coalizione di centrodestra. E le prime reazioni di quelli che dovrebbero essere i protagonisti delle prossime elezioni comunali, sembrano proprio dargli ragione.
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