Caso D’Orazio, tracce biologiche in auto

14 Maggio 2019

Trovate dal Ris nell’Audi A3 del giovane indagato: le nuove analisi disposte dalla Procura sveleranno a chi appartengono

SAN BENEDETTO DEI MARSI. Tracce biologiche sono state rinvenute nell’auto del giovane indagato per la sparizione di Collinzio D’Orazio, il 51enne successivamente ritrovato morto nel fiume Giovenco. Se possa trattarsi di sangue o di altri reperti, e qual è la provenienza, lo accerteranno gli ulteriori esami dei carabinieri del Ris di Roma disposti dalla Procura di Avezzano. Le sostanze organiche sono state trovate nel corso delle ispezioni sull’Audi A3 sequestrata dai militari che stanno lavorando sulla misteriosa fine di D’Orazio. Sotto sequestro ci sono l’auto di uno dei due giovani indagati per abbandono di incapace, oltre a cellulari e computer su cui sono in corso verifiche da parte di un consulente tecnico nominato dalla Procura di Avezzano. L’accertamento biologico sarà compiuto lunedì 20 maggio e segue quelli già avvenuti il 3 maggio scorso e subito dopo il ritrovamento del corpo della vittima. Il pm Lara Seccacini, che coordina le indagini portate avanti dai carabinieri di Avezzano e San Benedetto dei Marsi, si è rivolto agli esperti della sezione chimica del Ris, reparto che si occupa di analisi chimico-merceologiche su vernici, inchiostri o fibre, ma anche su sostanze stupefacenti tipiche e farmaci. Lunedì 20 sarà la volta della sezione biologica. L’Audi A3 appartiene a Fabio Sante Mostacci, 28 anni, indagato insieme all’amico Mirko Caniglia, 27enne, entrambi di San Benedetto dei Marsi. I due hanno raccontato di avere visto D’Orazio la notte della scomparsa e di avergli d’auto un passaggio in macchina. Era il primo febbraio scorso. Il corpo senza vita è stato invece ripescato nel fiume Giovenco il 23 febbraio. Secondo gli investigatori ci sono troppe incongruenze nel racconto fatto dai due giovani. Si sospetta dunque una morte violenta. Mostacci e Caniglia sono difesi dagli avvocati Antonio Milo, Franco Colucci e Mario Flammini. La famiglia della vittima è assistita dall’avvocato Berardino Terra. (p.g.)
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