Caso Di Pangrazio, si torna in aula

Lunedì 20 si discute il ricorso d’urgenza contro la sospensione da sindaco
AVEZZANO. È stata fissata l’udienza che potrebbe rimettere il sindaco sospeso, Gianni Di Pangrazio, alla guida del Comune di Avezzano. Tra due settimane, davanti al tribunale civile dell’Aquila, sarà discusso il ricorso contro il provvedimento scattato in seguito a una sentenza di condanna a un anno e 4 mesi, con pena sospesa, per peculato d’uso sulla vicenda delle auto blu.
Sulla questione ci sono diversi precedenti illustri, pressoché identici alla situazione del sindaco di Avezzano, che l’hanno spuntata contro la Legge Severino. Quindi non si esclude un ritorno del sindaco eletto già prima dell’autunno, e non dopo i canonici 18 mesi previsti dalla legge come soglia massima. Il ricorso d’urgenza, presentato al giudice ordinario dagli avvocati Antonio Milo, Claudio Verini e Stefano Recchioni, sarà trattato lunedì 20 settembre. Il collegio legale che assiste Di Pangrazio fa leva sulle recenti sentenze che stabiliscono l’incostituzionalità di alcuni aspetti della Legge Severino.
Il ricorso infatti poggia anche sui precedenti di altri amministratori italiani, l’ultimo dei quali, in ordine di tempo, è quello che riguarda il primo cittadino di Catania, Salvo Pogliese, tornato in carica dopo una condanna a quattro anni e sei mesi sempre per peculato. Il tribunale civile di Catania, accogliendo la richiesta della difesa sulla fondatezza della questione di legittimità costituzionale relativa all’applicazione della Severino, ha disposto l’annullamento della sospensione da sindaco e trasmesso gli atti alla Corte costituzionale. La decisione è stata esecutiva e il sindaco, che era stato sospeso proprio come Di Pangrazio, dopo la condanna inflitta dal tribunale di Palermo, è stato reintegrato nell’incarico.
La stessa cosa è accaduta per altri amministratori italiani riabilitati dopo pochissimo tempo, come nei casi del primo cittadino di Napoli, Luigi De Magistris, e quello del governatore della Campania, Vincenzo De Luca. (p.g.)
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