Caso Gran Sasso, una fumata nera

La maggioranza boccia la conferenza programmatica e l’impianto a doppia fune
L’AQUILA. Il Gran Sasso torna in consiglio comunale e continua a spaccarlo.
Con 10 voti favorevoli e 15 contrari è stato infatti respinto l’ordine del giorno presentato dalle opposizioni unite a prima firma del consigliere del Partito democratico, Stefano Albano, contenente la richiesta di una conferenza programmatica di ampio respiro e condivisa da tutto l’arco consiliare, capace di avvalersi dei pareri tecnici – oltre che dei contributi provenienti dalla politica – e finalizzata al rilancio del comprensorio a tutti i livelli: parcheggi, sentieristica, cabinovia, ricettività, gestione e potenziamento dell’afflusso turistico, valorizzazione e tutela del territorio. Tutti temi non a caso emersi ieri mattina in consiglio comunale, dove sono intervenuti anche i rappresentanti di associazioni e sigle sindacali, oltre all’amministratore unico del Centro turistico del Gran Sasso, Dino Pignatelli.
Altro punto all’ordine del giorno, la fattibilità della sostituzione dell’attuale funivia con un impianto 3s (a doppia fune portante), destinata a produrre effetti anche sulle migliaia di turisti che invadono il comprensorio con mezzi propri e relativo impatto ambientale. Richieste di apertura da parte delle opposizioni che si sono però infrante contro il massiccio della maggioranza, con il consigliere delegato alla montagna Luigi Faccia che ha chiuso alla possibilità del cambio di cabinovia a doppia fune (3s), perché «la funivia andrebbe smontata, poi bisogna fare la progettazione del nuovo impianto, quindi ricevere tutte le autorizzazioni necessarie, così che l’impianto resterebbe fermo per tre anni», e il capogruppo di Fratelli d’Italia in consiglio comunale, Leonardo Scimia, che ha respinto dal canto suo le critiche, rivendicando la linea portata avanti dall’amministrazione: «Basta con questa retorica di una maggioranza chiusa e ottusa. Sul Gran sasso, da parte nostra, piena disponibilità all’ascolto, ma abbiamo la nostra visione e la portiamo avanti».
Tramontata quindi l’ipotesi di un percorso condiviso tra maggioranza e opposizione, i destini del Gran Sasso a questo punto si spostano in seconda commissione Gestione del territorio presieduta da Guglielmo Santella, che pur votando contro l’ordine del giorno presentato, ha allo stesso tempo ribadito «piena disponibilità al dialogo sulle proposte della minoranza». (t.d.b.)
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