Cassa integrazione al via alla Thales Alenia Space

Alla base della decisione il taglio dei finanziamenti al programma Cosmo-SkyMed La Fiom: dopo tanti sforzi per far ripartire il sito aquilano ora si rischia uno stop
L’AQUILA. Si tagliano i finanziamenti al programma Cosmo-SkyMed, il sistema spaziale per l’osservazione della terra considerato fra i più avanzati al mondo. E restano a casa 350 dipendenti della Thales Alenia Space, per i quali lunedì sarà annunciata l’attivazione della cassa integrazione. Il ricorso all’ammortizzatore sociale verrà distribuito tra le sedi di Roma, Milano e L’Aquila. Nel capoluogo d’Abruzzo, il sito della Thales rappresenta un centro d’eccellenza ed era appena ripartito a pieno regime, nel nuovo stabilimento edificato dopo il sisma. Attualmente vi lavorano 300 persone. «Si tratta di una commessa già finanziata in parte dall’Asi, l’Agenzia spaziale italiana», spiega Cinzia Ghizzoni, Rsu della Fiom, «ma manca la tranche fondamentale per far riprendere il programma. Lunedì siamo stati convocati dall’amministratore delegato Elisio Giacomo Prette e conosceremo i numeri che interessano la sede dell’Aquila. L’azienda intende attivare la cassa integrazione ordinaria, ma siamo seriamente preoccupati per questa situazione di impasse sul progetto Cosmo-SkyMed, che va ad aggiungersi alle commesse ferme a causa della guerra russa in Ucraina. Dopo gli sforzi enormi per farlo ripartire, il sito aquilano ora è in pericolo». La cassa integrazione riguarderà tecnici e ingegneri: il programma Cosmo-SkyMed si basa su un contratto firmato con l’Asi, che si regge sui fondi del dicastero della Ricerca scientifica. La Thales Alenia Space, leader europeo per i sistemi satellitari, è una joint venture tra la francese Thales (67%) e l’italiana Finmeccanica (33%). Secondo il segretario nazionale della Uilm Giovanni Contento, il taglio dei finanziamenti è «un atto grave, inserito in un contesto difficilissimo per l’occupazione in Italia. Sono a rischio i posti di lavoro di persone ad alta specializzazione professionale. Si possono perdere competenze specifiche e, per ironia della sorte, le stesse potrebbero trovare sbocco presso concorrenti diretti della società che li ha impiegati finora. E’ assurdo» sottolinea Contento «che il settore spaziale italiano rischi di azzerare le potenzialità di crescita per mancanza di fondi». I sindacati lanciano un grido di allarme al governo e al management di Finmeccanica, in particolare all’ad Mauro Moretti: «Gli ingegneri che rimarranno senza lavoro», aggiunge Contento, «sono concentrati nelle sedi di Roma, L’Aquila e Milano. Il ministro competente Stefania Giannini deve dare un segnale a nome del governo, affinché le risorse mancanti alla continuazione del progetto Cosmo-SkyMed siamo assicurate. All’ad Moretti, invece, sollecitiamo d’intervenire a sua volta sull’esecutivo Renzi, mostrando il peso specifico di una grande realtà industriale che vuol tornare a contare nella competizione internazionale dello spazio».
Romana Scopano
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