Cassa integrazione prolungata per gli operai Magneti Marelli

31 Maggio 2022

Altre cinque settimane dal 6 giugno al 16 luglio, ma tutto è legato ai fermi produttivi alla Sevel Il provvedimento esclude gli amministrativi. Biondi (Cisl): «Così salviamo ferie e permessi»

SULMONA. Altre cinque settimane di cassa integrazione alla Magneti Marelli di Sulmona per gestire i fermi produttivi della Sevel di Atessa. Parte dei 650 lavoratori dell’azienda che produce componentistica per il settore delle auto sarà interessata ancora dagli ammortizzatori sociali. A causa della carenza di componenti per la produzione dei furgoni Ducato, la Sevel di Atessa nei prossimi giorni si fermerà ancora. Questa problematica ha avuto, e avrà, ripercussioni anche sulla Magneti Marelli di cui la Sevel è il principale cliente. Per gestire la situazione la Magneti Marelli ha deciso di prolungare a 13 settimane la cassa integrazione già in corso, limitandola però ai 487 operai. Saranno quindi esclusi dal provvedimenti 58 impiegati e quadri.
«Si tratta di un proseguo della cassa integrazione in piedi ormai da tempo», ha commentato Giampaolo Biondi, segretario provinciale della Fim-Cisl, «si arriverà così a 13 settimane in totale. È una cassa che si è resa necessaria per gestire le commesse della Sevel, principale cliente. Non sapendo quando la produzione della Sevel si fermerà, e se si fermerà, è stato deciso di prolungare gli ammortizzatori sociali così da dare la possibilità ai dipendenti di non scalare le ferie e i permessi ma di usufruire dei giorni di cassa qualora dovessero servire. Non è detto che ce ne sia la necessità. Se la Sevel non dovesse fermarsi i dipendenti della Marelli continuerebbero a lavorare regolarmente».
La nuova cassa integrazione scatterà lunedì 6 giugno e andrà avanti per cinque settimane fino al 16 luglio.
«A differenza delle volte precedenti, ora l’azienda ha presentato una richiesta che vede il ricorso alla Cigo non più per l’intero organico ma solo per gli operai», spiegano dalla Fiom-Cgil, «nel corso dell’incontro, l’azienda ha informato della necessità di dover individuare ammortizzatori sociali diversi dalla cassa integrazione ordinaria a partire dai prossimi mesi. L’azienda ha inoltre dichiarato di essere in procinto di inserire alcuni stagisti nell’ambito delle attività amministrative. Come Fiom, abbiamo evidenziato quanto l’impatto della cassa sia stato particolarmente pesante per i lavoratori impegnati sugli impianti posti a 18 turni e abbiamo quindi chiesto di ridurre il numero di turni, passando da 18 a 15 o 17, in modo da diminuire l’impatto economico sui lavoratori, realizzare una migliore organizzazione del lavoro e anche risparmiare preziose giornate di ammortizzatori sociali. Preso atto del quadro complessivo che è stato delineato, e non condividendo questa rigidità dell’azienda, che a nostro avviso è solo frutto di incapacità organizzativa, abbiamo ritenuto non condivisibile l’impianto della cassa proposto dall’azienda».
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