Castel Camponeschi botteghe, ristoranti e un albergo diffuso

Incontro all’Emiciclo sul borgo antico nel comune di Prata Anche teatro e museo coi 3 milioni del fondo complementare
L’AQUILA. Presentato, a Palazzo dell’Emiciclo, il progetto di recupero e valorizzazione di Castel Camponeschi, complesso medievale nel territorio di Prata d’Ansidonia. Il progetto è finanziato con il fondo complementare del Pnrr per 3 milioni (primo lotto dei 3 complessivi) e vede la collaborazione, in base a specifico accordo, tra il Comune di Prata d’Ansidonia e il Consiglio Regionale. Alla presentazione hanno partecipato Lorenzo Sospiri, presidente del Consiglio regionale; Roberto Santangelo, vicepresidente vicario; Raffaello Fico, titolare dell’Ufficio speciale per la ricostruzione dei Comuni del cratere; Cristina Collettini, soprintendente archeologia, belle arti e paesaggio; Paolo Eusani, sindaco di Prata d’Ansidonia; Paolo Costanzi, direttore attività amministrativa del Consiglio regionale; l’architetto Alejandro Bozzi, progettista e l’ingegner Giustino Iovannitti, verificatore del progetto. Il tempo previsto per completare il primo lotto è 15 mesi (40 mesi compresi secondo e terzo lotto).
IL PROGETTO
“Il progetto”, si legge nella relazione, “mira alla rigenerazione urbana, culturale, sociale ed economica dell’intero impianto medievale costruito intorno al XIII secolo racchiuso da una cinta muraria rettangolare con resti di torri, case rurali e abitazioni signorili. Una via attraversa il piazzale della chiesa di San Pietro, unisce le due porte medievali e taglia in due il borgo, abitato fino al 1963, quando l’ultima famiglia si trasferì a Prata d’Ansidonia”.
OBIETTIVI
“L’intervento”, si legge, “si pone l’obiettivo di mitigare il fenomeno dello spopolamento, di favorire lo sviluppo di iniziative imprenditoriali ed economico-sociali, del rilancio turistico attraverso la creazione di un percorso di valorizzazione culturale, storico, tematico, ciclabile, pedonale per la fruizione del borgo e di altre comunità locali di interesse turistico-culturale come Peltuinum, Bominaco e Tussio. Dal 2003 fino al 2008 è stata fatta un’importante operazione di restauro del Castello, interrotta dal sisma del 2009, lasciando il borgo parzialmente restaurato e per il resto in rovina”.
i dettagli
L’intervento consiste “nell’identificazione e riproposizione di percorsi e volumi originari storici mediante il riuso e l'adeguamento funzionale, strutturale e impiantistico degli stessi unitamente a interventi di tutela, valorizzazione e rigenerazione del patrimonio culturale. Il tutto destinato a erogare servizi turistici (albergo diffuso). Si prevedono 17 unità abitative e 2 unità dedicate ad accoglienza e accettazione; 7 piccoli spazi polifunzionali; servizi enogastronomici per la valorizzazione di saperi-sapori e tecniche locali (artigianato, tecniche costruttive e materiali tradizionali); 6 botteghe, 3 cantine e 2 spazi per la piccola ristorazione e, infine, servizi alla persona e alla mobilità (bagni pubblici e ascensori)”. Ci saranno anche un teatro all’aperto e un museo archeologico.
PAVIMENTAZIONE E VERDE
“La scelta della pavimentazione esterna si colloca”, sottolinea il progettista, “tra innovazione e sostenibilità: consisterà in una miscela di inerti naturali e legante eco-compatibile. Le aree verdi ospiteranno varie essenze arboree (alberi, arbusti e piante), qualificando l’intero complesso architettonico nell’ambito dell’architettura verde. Il progetto, infine, punta ad assicurare le migliori condizioni di utilizzazione e fruizione del patrimonio attraverso una adeguata digitalizzazione e strumenti innovativi (prodotti multimediali, portali informativi, pannelli interattivi, audioguide), nonché attraverso la creazione di un percorso di valorizzazione culturale, storico, tematico anche mediante la rimozione delle barriere fisiche e cognitive per conseguire un più ampio accesso e maggiore partecipazione alla cultura che comprenda la centralità del borgo e il coinvolgimento delle comunità locali, quali Peltuinum, Bominaco e Tussio”.

