Castel Camponeschi sarà albergo diffuso: restauro in tre tappe

8 Ottobre 2022

Ecco il progetto di Comune di Prata d’Ansidonia e Regione Individuato il partner pubblico-privato per i finanziamenti

PRATA D’ANSIDONIA. La giunta comunale di Prata d’Ansidonia (sindaco Paolo Eusani) con una delibera ha “individuato il partner speciale pubblico-privato” per poter accedere al finanziamento necessario al completamento (sarà il terzo lotto), del restauro e valorizzazione – e ci si augura successiva gestione – dello storico Castel Camponeschi. Il privato individuato è “Monasterio di Gianluca Sordini Sas” con sede a Ocre. Nella delibera si legge che «il Comune di Prata d’Ansidonia è proprietario del complesso medievale denominato Castello Camponeschi, complesso monumentale di eccezionale rilevanza storico-architettonica e culturale, gravemente danneggiato dal sisma del 6 aprile 2009. Il consiglio regionale e il Comune di Prata d’Ansidonia hanno sottoscritto in tal senso un accordo finalizzato al recupero e alla valorizzazione di Castel Camponeschi. Il progetto di fattibilità tecnica ed economica prevede un intervento strutturato in tre lotti funzionali».
Il primo lotto finanziato dal Pnrr per 3 milioni riguarda «i lavori di completamento e rifunzionalizzazione degli edifici esistenti racchiusi nella cinta muraria di Castel Camponeschi da destinare a unità abitative (albergo diffuso), botteghe artigianali (dei saperi e sapori), cantine, spazi per la somministrazione di alimenti e bevande, spazi per eventi-seminari-ricerca, spazi espositivi-multimediali e spazi per servizi pubblici».
Il secondo lotto sarà finanziato da «risorse individuate dall’amministrazione comunale di Prata d’Ansidonia» e prevede «lavori di sistemazione della cinta muraria medievale del Castello».
Per il terzo lotto a oggi i soldi ancora non ci sono e per questo l’individuazione di un partner privato (avvenuto tramite avviso pubblico) consentirà di accedere a linee di finanziamento per completare i lavori e in particolare la «sostituzione edilizia di edifici esistenti collassati racchiusi dalla cinta muraria da destinare a museo archeologico e a spazi per l’erogazione di servizi enogastronomici, nonché di sistemazione e completamento del decumano, del cardo, delle rue e delle aree esterne pertinenziali adibite a terrazzamenti, piazzette ricreative e culturali (cinema-digital art), giardini e teatro all’aperto». Per trovare le risorse per il terzo lotto si punta sempre sul Pnrr e in particolare sul bando relativo al rilancio economico e sociale il quale prevede contributi a soggetti pubblici «per iniziative di partenariato speciale pubblico-privato tese alla valorizzazione del patrimonio storico-culturale, ambientale e sociale del territorio». Il bando, si legge nella delibera della giunta comunale di Prata d’Ansidonia, «rappresenta una concreta opportunità per il reperimento delle necessarie risorse per il completo recupero di Castello Camponeschi in quanto promuove la valorizzazione del patrimonio storico-culturale, ambientale e sociale del territorio colpito dai sismi del 2009 e del 2016, attraverso progetti locali che propongano percorsi di sviluppo sostenibile e inclusivo e che sappiano integrare obiettivi di tutela con le esigenze di rivitalizzazione sociale ed economica, di rilancio occupazionale e di contrasto dello spopolamento». Semplificando: il bando del Pnrr concede i soldi per il completare il recupero ma contemporaneamente guarda alla gestione successiva per evitare che con i fondi pubblici nascano cattedrali nel deserto inutilizzate e incapaci quindi di creare ricchezza sul territorio. Il progetto del primo lotto fu presentato qualche mese a palazzo dell’Emiciclo alla presenza di Lorenzo Sospiri, presidente del consiglio regionale, e di Roberto Santangelo, vicepresidente vicario.
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