Castel del Monte racconta la sua storia

2 Luglio 2022

In paese le iniziative in vista del Festival dei borghi più belli d’Italia, filo conduttore la transumanza

CASTEL DEL MONTE. Castel del Monte, terra di emigranti, pastori, artigiani e poeti, accoglierà oggi la nona tappa di avvicinamento al XIV Festival nazionale dei borghi più belli d’Italia. A raccontare il paese, le sue tradizioni, le storie antiche intrecciate con il quotidiano e la tenacia dei suoi pastori, saranno gli ospiti del dibattito intitolato “Transumanza: le radici e il futuro di un’identità”: lo storico Alessio Rotellini, il ricercatore Antonio Corrado e il pastore e imprenditore Nunzio Marcelli, di Anversa degli Abruzzi, presidente di “Rete Appia”, rete italiana della pastorizia. Nell’incontro si ripercorrerà la vita dei castellani nei suoi aspetti tipici legati ai ritmi e ai tempi della montagna. E sarà l’occasione per far conoscere da vicino ai sindaci dell’associazione “I borghi più belli d’Italia in Abruzzo e Molise” l’antica arte casearia, che ha reso famoso Castel del Monte per i suoi prodotti. A cominciare dal suo canestrato, un tipico formaggio pecorino a pasta dura, ottenuto da latte intero crudo di pecora, prodotto tutelato dal presidio Slow food e dal marchio doc. Prevista la visita del Museo diffuso, un percorso pensato e allestito all'interno di locali in disuso nel borgo, in cui sono stati ricostruiti gli ambienti tradizionali con gli oggetti della quotidianità propri della vita pastorale. Un percorso che si chiuderà al nuovo punto espositivo, dedicato al poeta pastore Francesco Giuliani, nato a Castel del Monte il 5 agosto 1890, simbolo di una generazione di uomini resilienti, che sarà inaugurato proprio oggi. La visita nel borgo si chiuderà con l’esibizione della corale Fonte Vetica.
E a proposito del poeta pastore Giuliani «sicuramente» osserva Antonio Di Marco, presidente dell’associazione “I borghi più belli d’Italia in Abruzzo e Molise”, «si coglie il nesso profondo che esiste tra l’uomo e il luogo natìo, un legame forte e capace di resistere alle difficoltà della vita di montagna, ma anche istintivamente aperto alla contemplazione della natura. L’attività che stiamo portando avanti con gli eventi nei borghi ha appunto l’obiettivo di invogliare le persone, i turisti nuovi, ad ammirare la meravigliosa semplicità delle nostre terre d’origine per considerarle mete di conoscenza e sapere antichi e preservarle così da pericolosi mutamenti o abbandoni».
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