Castel di Sangro, aiuti all’anziano povero
CASTEL DI SANGRO. Qualche settimana fa era stato trovato in una casa senza né luce, né acqua, tra materiali abbandonati e rifiuti. Ora potrà contare su una nuova abitazione, su cure mediche...
CASTEL DI SANGRO. Qualche settimana fa era stato trovato in una casa senza né luce, né acqua, tra materiali abbandonati e rifiuti. Ora potrà contare su una nuova abitazione, su cure mediche sostenute in parte dal Comune di Castel di Sangro, e sul recupero di una dignità sempre più spesso cancellata dai conti in rosso e dalla crisi economica. Protagonista della triste vicenda è un pensionato di Castel di Sangro che percepisce una pensione di circa 450 euro mensili ed è costretto a vivere in una casa dove mancavano persino i servizi igienici. È qui che alcuni dipendenti del servizio di Igiene della Asl di Castel di Sangro lo hanno trovato tra sporcizia e abbandono. Una situazione di grave disagio sociale, ma anche di pericolo per l’incolumità pubblica, tanto è vero che è stato subito disposto, insieme all’allontanamento dell’anziano, lo sgombero dei materiali per evitare rischi di malattie infettive. L’anziano, invece, dopo un primo ricovero nell’ospedale di Castel di Sangro, è stato trasferito presso nel centro di riabilitazione della “Pax Christi”, che prevede una retta giornaliera di circa 31 euro. Una cifra importante, soprattutto per chi percepisce una pensione di 450 euro mensili, alla quale il Comune di Castel di Sangro, attraverso l’assessorato alle Politiche sociali, ha deciso di contribuire per la somma rimanente. In aggiunta, è stato messo a sua disposizione anche un alloggio in cui finalmente il pensionato potrà usufruire di acqua calda, luce e bagno, dopo mesi di privazioni e difficoltà. «Il nostro intervento» ha spiegato Andrea Liberatore, assessore alle Politiche sociali «è stato dettato dalle condizioni di emergenza del richiedente e a seguito di una valutazione congiunta con la Asl. Quella che affrontiamo nel settore sociale è una situazione difficile. Stiamo cercando reperire risorse per sostenere il fondo di solidarietà che pensiamo di alimentare con una quota parte delle vendite derivanti dal piano di alienazioni comunali».
Claudia Sette
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