Catastrofi, come comunicare

A Casa Onna convegno per analizzare i casi di New Orleans, L’Aquila e Giappone
L’AQUILA. L’Aquila, Fukushima e New Orleans. Cos’hanno in comune città così distanti geograficamente? L’aver vissuto il dramma di una catastrofe naturale che ha portato distruzione e vittime. Oggi alle 16 a Casa Onna si terrà un convegno su come comunicare prima, durante e dopo una situazione di crisi e di emergenza che fa saltare tutti i meccanismi di gestione di un territorio della sua popolazione. Come è avvenuto all’Aquila con il sisma del 2009, a New Orleans con l’uragano Katrina del 2005, a Fukushima con l’esplosione della centrale nucleare in seguito al terremoto del 2011. Come comportarsi, dunque, quando saltano tutti i canali tradizionali di comunicazione? È il tema su cui verterà il convegno di oggi, organizzato dall'associazione di volontariato "L'Aquila che rinasce" in collaborazione con l'assessorato regionale alla Protezione civile. «Con il contributo di una serie di esperti si cercherà di stimolare una riflessione mettendo a confronto l'esperienza delle tre città», ha spiegato il giornalista e saggista Salvatore Santangelo, che è tra gli organizzatori del dibattito. L'assessore Gianfranco Giuliante ha ricordato che «dopo la sentenza rivoluzionaria della Grandi Rischi dobbiamo cominciare a chiederci come comunicare nel caso di un evento calamitoso. «Il terremoto dell'Aquila ci ha fatto capire come alcuni eventi possano decapitare la catena di comando della gestione dell'emergenza». (m.g.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA

