Categorie protette, contestato il concorso

6 Ottobre 2016

SULMONA. Sarebbero illegittime le procedure adottate dal Comune per il reclutamento di due persone appartenenti alle categorie protette, per ricoprire il posto di messo comunale. A sostenerlo è uno...

SULMONA. Sarebbero illegittime le procedure adottate dal Comune per il reclutamento di due persone appartenenti alle categorie protette, per ricoprire il posto di messo comunale. A sostenerlo è uno dei concorrenti esclusi dalla procedura concorsuale che si è tenuta nel dicembre dello scorso anno, con Peppino Ranalli ancora nelle vesti di primo cittadino. Nei giorni scorsi, il concorrente escluso, ha chiesto al sindaco Annamaria Casini di riesaminare la vicenda ed ha già inviato un resoconto sul caso al segretario generale del Comune, Francesca De Camillis. Secondo il ricorrente la prova di idoneità non doveva essere comparativa, «avendo il solo scopo di accertare l’idoneità a svolgere le mansioni e la graduatoria finale avrebbe dovuto tener conto del punteggio già attribuito al disabile». Insomma, secondo l’escluso, la procedura concorsuale per il reclutamento dei due messi applicata dal Comune di Sulmona non era idonea agli appartenenti alle liste delle categorie protette ma solo per categorie superiori, dove è richiesto il diploma di scuola superiore o la laurea. A conforto della sua tesi, l’uomo ha prodotto anche il parere di un giornale specializzato, al quale si è rivolto nei mesi scorsi per dirimere il caso. E alla precisa domanda l’esperto ha risposto che “la richiesta di personale appartenente alle categorie protette va fatta agli uffici competenti (Centri per l’impiego) o mediante convenzioni e che la richiesta può essere preceduta da una preselezione delle persone iscritte nell’apposita lista. In particolare le convenzioni di cui fruisce l’ente pubblico devono disciplinare l’avviamento della selezione e devono essere improntate a criteri di trasparenza, garantita da sequenze procedimentali. (c.l.)

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