Cattedrale, entro un anno apre il cantiere

20 Giugno 2020

La Soprintendenza autorizza il progetto di restauro. L’appalto ora può partire: mille giorni per i lavori da dieci milioni 

L’AQUILA. Finalmente c’è un punto fermo nell’iter che, nel giro di un anno al massimo, dovrebbe portare all’apertura del cantiere per la ricostruzione della Cattedrale dedicata a San Massimo. Il che significa che entro 12 mesi potrebbe avverarsi anche il “sogno” della tanto attesa visita in città – per la posa della prima pietra – di Papa Francesco. La novità è che la Soprintendenza per L’Aquila e cratere guidata da Alessandra Vittorini ha reso noto che «al termine di una complessa istruttoria – condivisa in un continuo confronto con committenza e progettisti – è stata rilasciata l’autorizzazione al progetto di restauro e ricostruzione della Cattedrale. L’atto di autorizzazione è stato trasmesso al Segretariato regionale Mibact Abruzzo, soggetto attuatore dell’intervento» e che quindi dovrà procedere all’appalto.
PERCORSO TRAVAGLIATO. Il progetto per la ricostruzione del Duomo ha avuto un percorso travagliato. Era stato messo a punto quando le norme consentivano di considerare le chiese come facenti parte di aggregati privati – insieme ad esempio alla canonica – e quindi con tutte le “facilitazioni” che la ricostruzione privata ha rispetto a quella pubblica. Quando la norma nel 2013 cambiò (dal Comune si gridò “non toglieremo i soldi alle case private per darli alle chiese”) il Duomo rientrò all’interno di procedure pubbliche e si pose il problema se il progetto già predisposto (e che andava pagato ai tecnici incaricati all’epoca dalla Curia) dovesse essere accantonato o in qualche modo acquisito dal Segretariato regionale Mibact che è stazione appaltante. Grazie a un “emendamento” approvato nell’agosto 2015 dal parlamento su proposta dell’allora senatrice Pd (oggi deputata) Stefania Pezzopane si aprì uno spiraglio per risolvere una questione che sembrava senza sbocchi.
L’AUTORIZZAZIONE. Il progetto, però, prima dell’acquisizione, doveva comunque avere l’autorizzazione della Soprintendenza del cratere come peraltro avviene per tutti i beni vincolati. «La particolare complessità del monumento», sottolinea la Soprintendenza del cratere, «unita al compromesso quadro di danno e alle conseguenti difficili scelte progettuali per la ricostruzione e il restauro, che richiedevano adeguati approfondimenti preliminari, hanno reso necessario un percorso di istruttoria tecnica particolarmente attento e dettagliato. Nell’ottobre 2018, infatti, dopo il primo esame del progetto depositato, era stata evidenziata la necessità di integrare la conoscenza dello stato di fatto con più approfonditi elaborati di analisi e documentazione. Nell’aprile 2019 la Soprintendenza ha deciso di istituire un tavolo tecnico permanente, costituendo una Commissione interna multidisciplinare sul modello di quanto già fatto per l’adiacente aggregato dell’Arcivescovado. Nei 14 mesi successivi si sono svolti ben 25 incontri (tra riunioni e sopralluoghi tecnici) che hanno affrontato le principali tematiche emerse, tra cui la necessità di maggiori indagini per la conoscenza della stratificazione storico-archeologica del sito, le modalità di consolidamento complessivo e di ricostruzione della parte crollata, le reintegrazioni delle lacune degli apparati decorativi (pittorici e plastici) e l’impiantistica. Proprio le indagini archeologiche – inizialmente non previste – hanno confermato la rilevanza della stratificazione del sottosuolo della Cattedrale (sono state rinvenute le antiche tombe dei vescovi, ndr). Ulteriori approfondimenti saranno necessari per alcuni specifici aspetti, come il recupero e reintegro degli apparati decorativi più compromessi, da valutare anche nel corso delle successive fasi realizzative».
IL VIA LIBERA. La riunione conclusiva della Commissione svoltasi il 17 giugno ha permesso alla Soprintendenza di concludere l’iter e di procedere al formale rilascio dell’autorizzazione, che potrà ora consentire al Segretariato regionale Mibact, stazione appaltante, i successivi passaggi per l’attuazione dell'intervento. Ora tocca al Mibact: ci sarà da affidare la verifica del progetto (previsto dalle norme), poi il passaggio al Genio civile e infine la gara d’appalto. Il Mibact per questi ulteriori passaggi sarà coadiuvato da Invitalia. I soldi, almeno 10 milioni, ci sono. Per i lavori ci vorranno tre anni.
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