Cedimento del soffitto in chiesa «Danno strutturale nascosto»

28 Febbraio 2018

Ieri sopralluogo di carabinieri e tecnici: dopo il sisma del 2016 eseguiti lavori parziali

PIZZOLI. Un danno strutturale “occulto” probabilmente dovuto alle scosse del 2016-2017 potrebbe essere all'origine del crollo di un pezzo del soffitto della chiesa di Santa Maria di Marruci, avvenuto domenica scorsa, pochi minuti dopo la fine di una affollatissima cerimonia religiosa. Soltanto per un caso fortunato non è accaduto l'irreparabile. Un danno di cui nessuno si era accorto, tanto che il consolidamento del soffitto non era stato inserito fra i lavori da eseguire per la messa in sicurezza dell'edificio sacro. In un primo momento si era pensato a un'infiltrazione d'acqua che pian piano poteva aver indebolito cemento e intonaco e compromesso una o più “pignatte” (elemento contenuto nei solai latero-cementizi). Invece, una prima relazione dei vigili del fuoco, intervenuti dopo il cedimento, non ha rilevato macerie umide. Ieri mattina c'è stato un sopralluogo da parte del direttore dei lavori, Augusto Ciciotti, del segretariato regionale Mibact. Va infatti chiarito che le opere erano state appaltate dal Mibact e non dalla Soprintendenza unica del cratere che comunque ieri mattina ha inviato sul posto anche un suo tecnico, Giuseppe Meduri, per valutare la situazione. Presenti al sopralluogo pure il parroco di Marruci, don Mauro Medina e i carabinieri della stazione di Pizzoli che hanno redatto un verbale sull'accaduto. Da quello che è stato possibile ricostruire tutto nasce dalle verifiche che la Protezione civile effettuò nelle settimane successive al sisma dell'agosto 2016 che colpì Amatrice, una vasta area del Centro Italia e i Comuni dell'Alta Valle dell'Aterno, nell'Aquilano. La chiesa di Santa Maria di Marruci fu dichiarata inagibile anche se riparabile con un intervento non troppo costoso. Infatti, i danni maggiori furono rilevati in una parete della sacrestia e si ritenne necessario intervenire per la messa in sicurezza del campanile. Nel novembre 2016 don Mauro Medina informò la popolazione sulla necessità di disporre «la chiusura della chiesa di Santa Maria per inagibilità in seguito alle verifiche tecniche effettuate negli ultimi giorni. Ci auguriamo», disse, «che si possa provvedere al più presto alla sistemazione di tutti i danni del terremoto. La parrocchia si impegnerà per riuscire a smuovere le cose. Confidiamo di trovare anche nel Comune un valido alleato in questa causa».
E l'iter è stato abbastanza spedito ma nessuno aveva sospettato che ci potessero essere danni anche al soffitto (vedi pezzo in alto con le dichiarazioni del direttore dei lavori). Una curiosità finale.
Quando nel novembre 2016 don Mauro informò i fedeli della inagibilità della chiesa di Santa Maria concluse così: «Questo stato delle cose è destinato certamente a durare nel tempo, quindi dovremo necessariamente mutare le nostre abitudini (si riferiva al fatto che le messe dovessero essere celebrate altrove con disagi per i fedeli ndr) ma senza arrenderci, per non rinunciare alla messa e alla vita della fede cristiana. Alla televisione sentiamo ripetere che sarà ricostruito tutto e in tempi ragionevoli, ora si tratta di far seguire alle chiacchiere i fatti. Considerando che dopo il terremoto del 2009 nella chiesa di San Lorenzo sono stati eseguiti i lavori e piove dal tetto, ci auguriamo che questa volta, a Santa Maria, si possano fare i lavori al meglio al fine di ripristinare tutte le nostre chiese e valorizzarle come ricchezza del nostro intero territorio». Don Mauro si riferiva al primo intervento sulla chiesa-abbazia di San Lorenzo – la chiesa più importante di Marruci dal punto di vista religioso, storico e architettonico – dove evidentemente qualcosa era andato storto. Nel 2009 della chiesa di San Lorenzo si occupò, per una rapida messa in sicurezza, la struttura del vice-commissario Luciano Marchetti nell'ambito del progetto “cento chiese per Natale”. La chiesa – pur con i problemi segnalati dal parroco – è stata utilizzata fino al 2016 quando è stata dichiarata di nuovo inagibile. I soldi per la ristrutturazione sembra siano stati stanziati, ma per il cantiere si prevedono tempi lunghi.
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