Celano, ragazzi a lezione di educazione stradale

Il progetto promosso dai genitori di Marco, il 14enne ucciso da un’auto pirata L’iniziativa, presentata in Comune, è rivolta agli alunni delle scuole medie
CELANO. «Perché quello che è accaduto a mio figlio non accada mai più a nessun altro ragazzo. E perché i giovani di oggi possano essere domani adulti più responsabili». Rossella Ricciardi, madre di Marco Zaurrini, morto in un incidente stradale lo scorso maggio, ha illustrato così il progetto “In strada per la vita, con Marco nel cuore” che a breve partirà nella scuola media di Celano. A meno di un anno dalla morte del 14enne che ha perso la vita investito da un’auto pirata, i genitori hanno organizzato, in collaborazione con l’associazione nazionale Famiglie delle vittime della strada, un progetto di educazione stradale che sarà rivolto alla sensibilizzazione degli studenti sui temi della convivenza civile sulle strade. «Non solo per chi un giorno guiderà un motorino oppure un’auto ma anche per un pedone che attraversa la strada», ha spiegato Marianna Baliva, psicologa psicoterapeuta, che terrà alcune delle lezioni, «in modo che già dall’adolescenza si crei quel bagaglio di affettività e di rispetto degli altri, che poi accompagnerà i giovani nel futuro». L’iniziativa è stata presentata ieri in Comune ai genitori degli studenti coinvolti dalla dirigente scolastica Vincenza Medina. Il Comune è stato rappresentato dall’assessore Eliana Morgante e da Maria Antonietta Zaurrini, consigliere con delega alle politiche sociali. «Quest’anno il progetto partirà solo per le medie, ma il Comune è orgoglioso di poter collaborare a un’iniziativa di tale pregio, per far sì che diventi più corposo», ha detto l’assessore Morgante. «Sicuramente anche i genitori saranno coinvolti», ha concluso Zaurrini, «perché la coscienza dei giovani nasce all’interno delle famiglie». Durante l’incontro, non sono mancati momenti di commozione, quando Maria Paola Zaurrini, in rappresentanza di Paolo D’Onofrio referente per l’Abruzzo dell’associazione Familiari delle vittime delle strada, ha sottolineato la forza dei genitori di Marco e di suo fratello Simone, nell’intraprendere l’iniziativa con un dolore così grande nel cuore. «Grazie al progetto sarà onorata la memoria di un giovane di Celano» ha detto la giornalista Magda Tirabassi, moderatrice dell’incontro, «che continuerà, così, a vivere tra i suoi coetanei. In modo che la parola morte lasci posto solo alla speranza». A tenere le lezioni, oltre a Baliva e a D’Onofrio anche Sergio Villa, dell’omonima scuola guida di Celano e Simona Ciaccia Cerone, istruttore autista dei mezzi di soccorso e rappresentante della Misericordia. «La strada è diventata una giungla», ha detto Villa, «sarà un buon modo per mettere in guardia i giovani e renderli responsabili».
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