Celano ricorda i martiri sociali uccisi in piazza

29 Aprile 2018

CELANO. La città si prepara a ricordare l’eccidio di Celano, una delle pagine più buie e sanguinose della storia locale. Era il 30 aprile del 1950, l’Italia era travolta dalle rivendicazioni dei...

CELANO. La città si prepara a ricordare l’eccidio di Celano, una delle pagine più buie e sanguinose della storia locale. Era il 30 aprile del 1950, l’Italia era travolta dalle rivendicazioni dei lavoratori e da quelle di chi invece, voleva conservare il suo status di “padrone”. Celano non passò indenne da quel vento di rivoluzione sociale, nel Fucino si era in piena lotta contadina, i braccianti, malpagati – quando ovviamente lo erano – rivendicavano il loro diritto al lavoro. Richieste spalleggiate dai partiti di sinistra, in particolare dall’allora Partito Comunista Italiano, con a capo della lotta un giovane segretario, Giancarlo Cantelmi, divenuto anni dopo deputato dello stesso partito. In piazza IV Novembre i lavoratori aspettavano la lista dei primi fortunati che potevano scendere in campagna a lavorare. C’era fermento e tensione, quando all’improvviso, da più parti, ex fascisti, guardie dei Torlonia e carabinieri, spararono sulla folle inerme. Sul selciato rimasero i corpi di due lavoratori, Antonio Berardicurti e Agostino Paris, oltre a numerosi feriti. Cantelmi, il vero obiettivo degli assassini, riuscì a salvarsi, trovando riparo dietro ai pali in cemento dell’illuminazione pubblica, che erano riversi a terra in attesa di essere sistemati. Per ricordare quella tragedia questa mattina, il Movimento 30 aprile 1950 ha organizzato un convegno-dibattito che si terrà a partire dalle 10.30. Domani, 68° anniversario, commemorazione al cimitero sulla tomba dei due lavoratori.(d.c.)
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