Celano, schiarita sul destino della Rsa

Il sindaco Santilli: possiamo trasformare la struttura senza perdere posti letto e di lavoro
CELANO. Arriva il passaggio formale della Regione per la trasformazione della Rsa Opera Santa Maria della Pace dall’attuale comparto assistenziale a quello legato all’Alzheimer e alle demenze. A questo punto, tale possibilità dovrà essere valutata dal direttore della Rsa, Carlo Ramponi.
Ad annunciarlo è stato il sindaco di Celano, Settimio Santilli, all’opera per scongiurare il trasferimento dei 40 posti letto e dei 20 lavoratori a Fontecchio.
«Nell’ambito dell’ultimo incontro», afferma il sindaco Santilli, «al quale hanno partecipato l’assessore regionale Silvio Paolucci, il consigliere regionale Lorenzo Berardinetti, la proprietà e i sindacati, sono state formalizzate proposte a difesa della struttura sanitari».
La seconda ipotesi di intervento, chiarisce Santilli, «consiste nella possibilità di attivare specifici moduli assistenziali per anziani non autosufficienti in strutture di proprietà della Asl e del Comune. In questo caso la Asl e il Comune dovranno fare delle valutazioni e predisporre un piano di fattibilità economico-finanziario e un cronoprogramma che tenga conto del complessivo numero dei posti letto autorizzati per il settore pubblico nella provincia dell’Aquila nell’ambito della riorganizzazione della rete sanitaria territoriale».
«Le proposte dunque», continua il sindaco Santilli, «vanno verso la soluzione di un problema che si può e si deve risolvere per il bene di pazienti, lavoratori e azienda. Il sindaco inoltre rivendica l’azione amministrativa messa in atto in queste settimane.
«Fin dal momento in cui sono venuto a conoscenza del provvedimento riguardante la chiusura della Rsa», afferma, «mi sono attivato con determinazione e convinzione per scongiurare tale eventualità che comporterebbe pesanti ripercussioni per l’assetto sanitario nel territorio comunale e marsicano. Sulle proposte operative il Comune aveva già dato ampia disponibilità ad attivare tutte le iniziative possibili atte a risolvere la complessa problematica».
«Mi auguro che il buon senso prevarrà», conclude il sindaco, «per fare in modo che una problematica di rilievo possa trasformarsi in una grande opportunità per il territorio, sia in termini di mantenimento dei livelli occupazionali che in quelli di una migliore e più razionale offerta del servizio sanitario ed assistenziale».
La palla ora è nelle mani del direttore della clinica Immacolata, il dottor Carlo Ramponi, da cui dipenderanno anche le azioni di Regione e Comune, che nel frattempo si è tutelato con un ricorso al Tribunale amministrativo regionale per bloccare il trasferimento dei 40 posti letto. (p.g.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

