Cent’anni dalla fondazione Festa per la Bcc di Pratola

25 Luglio 2019

Nata su iniziativa di un sacerdote, adesso conta 2mila soci e un’utile di 2,5 milioni La presidente Rossi: «Solidarietà, trasparenza e localismo la nostra forza»

PRATOLA PELIGNA. All’origine c’è stata l’intraprendenza di un sacerdote, don Domenico de Cristofaro, e di altri benemeriti di Pratola Peligna. Insieme, nel 1919, hanno dato vita alla Cassa cattolica di Depositi e prestiti. Poi alterne vicende, come il fascismo che ne limitò l’autonomia e la guerra con tutte le nefaste conseguenze che ha creato. Anni difficili affiancati anche a periodi di espansione economica e tutti, sempre, vissuti da protagonista. Anni segnati dall’impegno degli uomini e delle donne che hanno fatto la storia della Banca di credito cooperativo di Pratola Peligna che sabato prossimo festeggerà i cento anni dalla fondazione. Un successo iniziato in un altro mondo, quando i soldi erano grandi come fazzoletti, e oggi proiettato nei moderni sistemi che sfruttano le tecnologie digitali per velocizzare pagamenti, riscossioni e investimenti e renderli praticabili stando direttamente davanti allo schermo di un telefono di ultima generazione. Il tutto senza rinunciare alla propria vocazione fatta di valori guida che sono: solidarietà, rispetto della persona, attenzione al territorio, soddisfazione del cliente, trasparenza e mutualità. Un concetto quest’ultimo che fa della banca di Credito cooperativo un sistema vincente da anni, soprattutto nella Valle Peligna. «Siamo una realtà solida con un utile di 1 milione e 600mila euro nel semestre, con un Cet 1 oltre il 30% che rappresenta la solidità della banca tra i più alti d’Italia», ha tenuto a sottolineare Maria Assunta Rossi, presidente eletto dall’assemblea dei soci nell’aprile del 2015, «la nostra forza però resta nella solidità delle radici che affondano in un contesto storico e sociale dove applicare il concetto di mutualità stava a significare dare la possibilità a un intero territorio di crescere. Questo concetto, insieme alla solidarietà, alla trasparenza e al localismo, sono stati potenziati con le ultime tecnologie per fare della banca un’impresa di tutto un territorio».
Un lavoro certosino e di equilibrio per arrivare a consolidare i presidi sul territorio della regione Abruzzo, avere una maggiore dinamicità commerciale e aumentare la capacità della banca di produrre valore aggiunto. Attualmente la Bcc di Pratola conta 19mila clienti e quasi duemila soci, con 10 sportelli a Pratola, Sulmona, Vittorito, Corfinio in Valle Peligna, Bussi sul Tirino, Castiglione a Casauria, Caramanico Terme, Manoppello e Popoli nel Pescarese e a Chieti. Il prossimo obiettivo è quello di aprire una filiale a Francavilla.
«Abbiamo ultimato l’adesione al gruppo bancario cooperativo targato Iccrea», ha affermato il direttore Silvio Lancione, «la nostra banca deve dare un segnale di fierezza e ottimismo. Atteggiamento con cui ci poniamo l’ambizioso obiettivo di diventare la prima banca locale italiana e di essere sempre di più protagonisti del territorio».
Intanto, cresce l’attesa per i festeggiamenti a Pratola durante i quali la Banca di credito cooperativo spegnerà le 100 candeline. Per l’occasione, sabato alle 10, nel Teatro D’Andrea, si terrà una conferenza moderata da Claudia Benedetti a cui prenderanno parte esponenti del mondo bancario cooperativo, tra cui Maurizio Gardini, presidente di Confocooperative, Luca Gasparini, Cbo del Gruppo bancario cooperativo di Iccrea, il vescovo Michele Fusco e il sindaco Antonella Di Nino. Alle 19 in piazza Garibaldi e in piazza Madonna della Libera saranno allestiti stand enogastronomici deve i soci della banca avranno a disposizione dei biglietti per l’acquisto di alimenti. Alle 21.30, in piazza Grande, spettacolo di Enrico Brignano a cui potranno partecipare i soci della banca.
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