Centi: non abbiamo alcun programma del Festival

Il presidente Isa: avvieremo una contestazione contro la direttrice per il mancato invio del piano, ma l’evento si farà. È in gioco la reputazione della nostra città
L’AQUILA. Tra lettere, risposte, intimazioni e insulti, alla fine nessuno ha fatto i conti con chi è preposto a dare il benestare e il via al Festival degli Incontri, ovvero l’Isa, l’Istituzione Sinfonica Abruzzese, presieduta da Antonio Centi, ente attuatore del progetto.
Il quale ha bocciato in maniera netta e precisa, quasi chirurgica, la gestione dell’organizzazione del Festival da parte della direttrice artistica, Silvia Barbagallo.
Ma c’è di più: verrà contestato, alla direttrice, il mancato invio formale al consiglio di amministrazione dell’Isa del programma della manifestazione alla quale, è bene ricordarlo, sono stati assegnati 700mila euro da parte del Mibac. A questo punto, anche la lettera del ministro per i Beni culturali, Dario Franceschini, inviata al sindaco Pierluigi Biondi, nella quale viene quasi intimato al primo cittadino di «favorire ogni azione affinché si faccia il Festival degli Incontri», avrebbe un peso secondario. Per il Festival, infatti, non si possono più rispettare i tempi previsti – come ha sottolineato ieri al Centro la stessa direttrice Barbagallo – cioè del 10 ottobre.
«Il Festival degli Incontri si deve fare, a tutti i costi. Su questo ci giochiamo la reputazione come città», dice il presidente dell’Isa, Antonio Centi. «Però l’evento va riprogettato. Se con la Barbagallo o meno come diettrice artistica, non spetta a me stabilirlo, perché come Istituzione Sinfonica avvieremo una contestazione nei confronti della direzione artistica, per il mancato invio formale al consiglio di amministrazione del programma del Festival. Non abbiamo date, non ci sono costi, non ci sono costi per gli artisti e gli ospiti, non sono indicate le location e, di conseguenza, non ci sono prenotazioni di edifici, chiese e aree. Abbiamo avuto», sottolinea il presidente Centi, «soltanto delle indicazioni vaghe su un foglio di carta. Altra cosa è l’adempimento con un programma preciso e dettagliato, con nomi, date e costi – non indicativi, ma esatti – della manifestazione da inviare formalmente al cda. Per questo motivo avvieremo la contestazione, perché abbiamo perso del tempo prezioso. L’esito della contestazione non posso certo anticiparlo perché non ho la sfera di cristallo. Una cosa che, però, bisogna fare e subito, è riprogettare il Festival e il tutto bisogna farlo entro l’anno. È impensabile», conclude Centi, «che si debba escludere una manifestazione del genere, che ricorda tra l’altro il Decennale del sisma e le vittime e l’intera tragedia che L’Aquila ha vissuto e in gran parte sta ancora vivendo, e perdere pure i soldi».
Fin qui il presidente dell’Isa. E a questo punto, la palla torna di nuovo nella metà campo del ministro Franceschini, che dovrà necessariamente riconvocare le parti, Comune compreso, per stabilire cosa fare, come e quando.
Intanto continuano le reazioni, pro e contro la presa di posizione del sindaco Biondi nei confronti del ministro Franceschini. «È vergognoso che al Festival che si terrà all’Aquila a ottobre vengano utilizzati 700 mila euro per permettere a Saviano di fare la sua sfilata in un luogo che merita rispetto e commemorazione», è la dichiarazione della deputata della Lega Giorgia Latini, vicepresidente della Commissione Cultura, Scienza e Istruzione. «Quei soldi», continua Latini, «sono stati stanziati dal Mibac per rilanciare il territorio dell’Aquila nel decennale del terremoto. Accusare il sindaco Biondi di censura significa non volere il bene della città».
Margherita Paoletti, portavoce cittadina di Gioventù Nazionale, difende Biondi: «Il Movimento giovanile della sinistra definisce il sindaco come una persona che vuole totalizzare ideologicamente la cultura cittadina. Ma basta ricordare che la chiusura dei Cantieri dell’Immaginario è stato affidata a un certo Goran Bregovic (artista di una sensibilità politica non proprio affine a quella del centrodestra)».
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