Cento anni per nonno Francesco, scampato a 4 pandemie

25 Maggio 2020

L’AQUILA. Pensava di averle viste tutte o quasi. La guerra, la prigionia, l’emigrazione, il terremoto. Francesco Alberto Muselli i suoi 100 anni avrebbe voluto festeggiarli tra le amate montagne...

L’AQUILA. Pensava di averle viste tutte o quasi. La guerra, la prigionia, l’emigrazione, il terremoto. Francesco Alberto Muselli i suoi 100 anni avrebbe voluto festeggiarli tra le amate montagne della Valle Subequana e non chiuso in casa per via dell’epidemia. La grande festa, però, è solo rimandata. Oggi Francesco potrà comunque spegnere le candeline nella casa dell'Aquila dove vive da qualche anno circondato dall’affetto della sua famiglia: la figlia Giuseppina, la nipote Federica e la bis-nipotina Atena Sofia. Alla quale, un giorno, potrà raccontare, forse, di aver visto passare, nella sua vita, 4 pandemie: la Spagnola del 1920 (era nato da poco), l’Asiatica del 1957, l’influenza di Hong Kong del 1969 e ora il Covid. Nato a Tione il 25 maggio 1920, Francesco Muselli si arruolò nell’Esercito e a 20 anni - era il giugno 1940 - venne catturato dagli inglesi in Africa, a Tripoli. Portato in India, rimase prigioniero altri sei anni, vivendo tra Bombay, Bangalore e Bhopal. «Ma gli inglesi mi trattavano bene e potei anche imparare la lingua»racconta oggi. Tornato a Tione nel 1946 «Arrivò in paese in piena notte e per non svegliare i familiari, che non sapevano nemmeno se fosse vivo o morto, dormì fuori, sulla soglia di casa» ricorda la figlia Giuseppina - rimase in Italia solo due anni – il tempo di conoscere e sposare sua moglie Elisa – prima di emigrare dapprima in Belgio e poi in Venezuela, come all'epoca fecero molti altri suoi compaesani. In Sud America rimase 11 anni, facendo vari mestieri. Rientrato di nuovo a Tione nel 1961, aprì una merceria, dove ha lavorato fino alla pensione. Francesco sta bene e oggi potrà festeggiare insieme alla bis-nipotina di 19 mesi, che gli porge un augurio speciale.
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