Centrale a biogas, chiesto aiuto a Quaglieri

Collarmele, il comitato sollecita il consigliere regionale. L’azienda: «Su di noi allusioni, denunciamo»
COLLARMELE. Un appello alla Regione, e in particolare al consigliere regionale marsicano, Mario Quaglieri (V Commissione ambiente), per bloccare l’impianto per la produzione di biometano nel Fucino. Arriva dal comitato spontaneo “Insieme per la tutela della salute, ambiente e territorio”, costituitosi in questi giorni a Collarmele e che riunisce i cittadini dei comuni di Collarmele, San Benedetto dei Marsi e Pescina, preoccupati per le possibili ripercussioni sull’ambiente collegate alla realizzazione di un impianto a biometano, progetto presentato dalla società Biometano srl.
L’impianto è previsto in un territorio agricolo di Collarmele, limitrofo ai comuni di San Benedetto e Pescina.
«Chiediamo un suo intervento», spiegano dal comitato presieduto da Marcella Tagliola, «affinché l’argomento sia trattato dalla Commissione ambiente. Le criticità rilevate sono collegate alle emissioni in atmosfera di gas inquinanti, allo sversamento del digestato, che secondo i tecnici che supportano il comitato non ha i requisiti per essere definito fertilizzante ai sensi della normativa vigente, alla sottrazione di suolo agricolo, ai potenziali rischi di contaminazione batterica legati allo sversamento del digestati e ai potenziali rischi di esplosioni».
L’impianto in questione è stato autorizzato, condizionato a dei chiarimenti, nella conferenza dei servizi del 5 settembre 2018.
La società continua a difendere con forza il progetto. «L’attività della Biometano Energy», afferma l’amministratrice Patrizia Tarquini, «è volta a conciliare una rispettabile attività imprenditoriale con la difesa dell’ambiente e, in ultima analisi, con gli interessi stessi di chi vive e lavora nel territorio coinvolto e quindi anche degli abitanti del Fucino. Come peraltro è già accaduto in molte parti d’Italia, iniziative connesse con la realizzazione di impianti a biogas si prestano a strumentalizzazioni politiche che ben poco hanno a che vedere con gli interessi e la qualità di vita della popolazione. Abbiamo appreso che la famiglia dell’assessore di San Benedetto dei Marsi ha ricevuto minacce di morte e lui ritiene, in mancanza di altre motivazioni possibili, che possano essere collegate, in qualche modo, alle polemiche sorte dopo l’approvazione del nostro progetto. Abbiamo già espresso direttamente alla sua famiglia la nostra solidarietà e la nostra ferma condanna dell’episodio, che giudichiamo criminale e di cui auspichiamo che i carabinieri possano scoprire i colpevoli. Nel contempo provvederemo oggi stesso a presentare un esposto all’autorità giudiziaria per segnalare le allusioni contenute in interviste e dichiarazioni pubbliche che ipotizzano un nostro coinvolgimento nell’episodio delle minacce, presunti favoritismi da parte delle autorità regionali, oscure e pericolose collusioni internazionali, trame e sotterfugi nell’acquisizione dei terreni destinati a ospitare l’impianto». (p.g.)
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