Centrale a biogas, ci sarà il confronto comitato-azienda

14 Febbraio 2020

COLLARMELE. L’appello lanciato dalla Biometano Energy, all’indomani dell’autorizzazione avuta dalla Regione di realizzare nel Fucino un impianto a biogas, di tenere un’assemblea pubblica «per...

COLLARMELE. L’appello lanciato dalla Biometano Energy, all’indomani dell’autorizzazione avuta dalla Regione di realizzare nel Fucino un impianto a biogas, di tenere un’assemblea pubblica «per chiarire gli aspetti significativi dell’attività che verrà svolta e ascoltare le esigenze della popolazione», non è caduto nel vuoto. Dopo i sindaci, anche il comitato civico si dice disponibile al confronto, anche se ritiene tali impianti «perdenti dal punto di vista energetico» e ne sarebbe «una prova la recente proroga degli incentivi per quelli realizzati 15 anni fa».
«Siamo ansiosi», scrive Noris Todisco, portavoce del comitato, «di partecipare all’incontro che la Biometano, da mesi, dice di voler fare. In particolare siamo in attesa di conoscere finalmente il pensiero e le delucidazioni che l’unica imprenditrice locale, Patrizia Tarquini, vorrà dare ai suoi concittadini».
Patrizia Tarquini, di San Benedetto dei Marsi, fa parte della Alpalux Energy, una delle quattro società che, con il 40% delle quote sociali, compongono la Biometano Energy. Gli altri tre soci sono: la Biogest Energie (30%), Claudio Peraino (21%) e Giorgia Zaffrani (9%).
«Solo lei», afferma la Todisco, «potrà parlarci di tutti i millantati benefici che l’impianto porterà al nostro territorio. Attendiamo dunque di sapere dalla Biometano», conclude la portavoce del comitato, «dove e quando avverrà l’incontro».
La Biometano Energy, per bocca di Claudio Peraino, assicura di voler tenere l’assemblea il prima possibile, concordando con i sindaci sia la data che la sede.
Verranno invitati a partecipare, amministratori, associazioni ambientaliste e agricole, esperti del settore e anche la dirigente regionale Iris Flacco, che ha rilasciato alla Biometano Energy l’autorizzazione a costruire l’impianto. Peraino ribadisce che, grazie agli «stimoli dei Comuni, la Regione ha inserito nell’atto autorizzativo una serie di prescrizioni e di monitoraggi obbligatori, inusuali per questo tipo di attività, che renderanno probabilmente l’impianto il più controllato dell’intero territorio nazionale».
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