Centrale a biogas, esame finale della Regione

22 Settembre 2019

Collarmele, il consigliere Fedele (5 Stelle): «Sui contratti di filiera la società faccia chiarezza»

COLLARMELE. A decidere sulle sorti dell’impianto a biometano previsto nel Fucino sarà Iris Flacco, dirigente del Servizio politica energetica e qualità dell’aria della Regione e responsabile unica del procedimento in questione. Una decisione che maturerà sulla base dei chiarimenti richiesti alla società che ha presentato il progetto e dei pareri degli Enti coinvolti nel procedimento.
Nel verbale della Conferenza dei servizi del 5 settembre si legge: «Non risultano pareri negativi non superabili e pertanto non sussistono motivi ostativi all’autorizzazione dell’impianto». Prima però di dare l’ok alla costruzione della struttura, Flacco vuole essere sicura che non vi saranno conseguenze negative per l’ambiente. Da qui la richiesta di chiarimenti, che la Biometano Energy avrebbe dovuto fornire entro il 20 agosto. Da quel momento gli Enti coinvolti nei procedimento, in primo luogo i Comuni interessati (Collarmele, Pescina e San Benedetto dei Marsi), che si sono dichiarati contrari, avranno 30 giorni di tempo per «formulare i propri pareri motivati, contenenti tutte le prescrizioni ritenute necessarie». Per conoscere dunque se la costruzione dell’impianto verrà autorizzata o meno bisognerà aspettare fino al 20 ottobre. La parte soccombente, volendo, ha 60 giorni per ricorrere al Tar.
«In questo caso, la procedura», rileva Giorgio Fedele, consigliere regionale di 5 Stelle e componente della Commissione ambiente, «non è politica, ma amministrativa. Sto approfondendo le carte e poiché la fermentazione del compost sarà anaerobica, problemi di inquinamento non dovrebbero essercene. Qualche perplessità ho riguardo ai contratti di filiera. Comunque attendiamo i chiarimenti che la società dovrà fornire».
La Biometano Energy, a sua volta, mentre torna a sollecitare un incontro con la popolazione per illustrare il progetto, ribadisce che l’impianto «non inquina né emette odori molesti sia durante la lavorazione sia durante la distribuzione del fertilizzante». «Non ci saranno inquinamenti idrici o sversamenti di alcun tipo», aggiunge, «ma porteremo benefici a gran parte del comparto agricolo e agro-industriale del Fucino, dove oggi già vengono prodotti e gestiti - talvolta, per necessità, in maniera impropria - grandi quantità di sottoprodotti. Intercetteremo una parte di questi materiali e provvederemo a trasformarli in biometano».
Per la realizzazione dell’impianto è previsto un investimento di 10 milioni.
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