Centrale del gas, la Snam fa carotaggi nei terreni

La Casini invia una lettera alla società: «C’è un ricorso al Tar contro il progetto ed è insensato svolgere degli interventi prima che i giudici si pronuncino»
SULMONA. Le seimila persone che lo scorso 21 aprile si sono ritrovate a Sulmona per dire no alla centrale non fermano la Snam. La società del gas ha avviato gli studi sui terreni di sua proprietà, acquistati anni fa soprattutto da agricoltori. I carotaggi e i rilievi sono propedeutici ai lavori nella zona di Case Pente.
Il Comune che ha risposto con una lettera di contestazione del sindaco Annamaria Casini. «La mia non può essere una diffida vera e propria», spiega la Casini, «dal momento che stanno facendo questi rilievi sui loro terreni. Quello che ho voluto ricordare è che esiste un ricorso al Tar contro il via libera alla centrale e che dunque non ha senso svolgere lavori o interventi prima che i giudici amministrativi si pronuncino».
Il ricorso servirà per chiedere prima la sospensione, poi l’annullamento del decreto della presidenza del Consiglio dei ministri, firmato il 22 dicembre scorso, che dà parere positivo alla costruzione della centrale di compressione del metanodotto Snam a Sulmona. I principali motivi del no fanno riferimento alla non strategicità dell’intervento: secondo lo scenario dell’Unione europea nel 2030, se venissero realizzate tutte le infrastrutture programmate, la capacità delle importazioni di metano in Europa arriverebbe a 1.000 miliardi di metri cubi all’anno, cioè un livello tre volte maggiore alla domanda. E ancora, si punta l’indice sulla contraddittorietà dell’iter legato alla realizzazione dell’opera; sul mancato coinvolgimento dei cittadini e l’assenza di ascolto della volontà popolare; sugli elevati rischi legati alla realizzazione dell’opera per l’uomo, da quello sismico all’incolumità pubblica, nonché per il territorio.
Tutte motivazioni infondate per la Snam, che ha aperto un sito web dedicato ai suoi progetti in Abruzzo, primo fra tutto quello di centrale e metanodotto Sulmona-Foligno. È online dal 20 aprile, con tutti gli approfondimenti sugli obiettivi, sul tracciato, sulla sicurezza e sulla compatibilità ambientale delle opere.
«La nostra battaglia non si ferma», conclude il sindaco Casini, «un intero territorio non vuole la centrale e il metanodotto e dovranno tenerne conto».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

