Centrale del gas sempre più vicina: adesso si punta a una contropartita

5 Ottobre 2022

Il presidente della Provincia Caruso: confronto per migliorare il progetto e più benefìci per il territorio Il sindaco di Pratola Di Nino: bisogna avere il coraggio di dire che non si può bloccare la realizzazione

SULMONA. Sindaci e amministratori intervengono sulla volontà di Stato e Snam di velocizzare l’iter per la realizzazione della centrale di compressione in risposta alla chiusura dei rubinetti del gas da parte della Russia. Dell’infrastruttura, che dovrebbe sorgere in località Case Pente a Sulmona, alla quale si andrebbero poi ad allacciare tre gasdotti per un totale di 443 chilometri di tubazioni, si parla ormai da 14 anni. Battaglie legali, manifestazioni e petizioni non sono riusciti a bloccarne l’iter che ormai sembra arrivato nella fase finale. Cosa fare quindi?
«Nel pieno rispetto delle posizioni assunte dalle comunità locali e dalle amministrazioni», spiega il presidente della Provincia dell’Aquila e sindaco di Castel di Sangro, Angelo Caruso, «senza pregiudicare alcun tipo di azione oppositrice intrapresa, ritengo che sia giunto il momento di aprire una fase di interlocuzione con il governo e con la concessionaria, per verificare la migliorabilità della centrale, nonché», aggiunge il presidente Caruso, «la disponibilità di benefici per Sulmona e per il territorio peligno».
Del tutto contrario invece l’assessore alla Transizione ecologica del Comune di Sulmona, Attilio D’Andrea, che non vuol sentir parlare della realizzazione della centrale che, alla luce del conflitto bellico in corso e delle sue conseguenze, dovrebbe pompare il gas a sud e, tramite la linea adriatica, portarlo a nord. «Emergenza oggi non confermata dai numeri sui consumi e sull’attuale quantità di gas che va dal sud al nord della Penisola, con soluzioni che saranno operative nel 2027», afferma D’Andrea, «forse c’è qualcosa di anomalo? Ma noi», si chiede l’assessore, «nel 2030 non dobbiamo dimezzare il consumo energia proveniente da fonti fossili? Ci sono in ballo due miliardi che i cittadini pagheranno sulle proprie bollette per un’opera inutile, e che potrebbe essere spesi oggi per impianti di produzione di energia rinnovabile. Non abbiamo un pianeta di scorta».
Il governo e la Snam sarebbero pronti a velocizzare ancora l’iter, tagliando i tempi di realizzazione di diversi anni, pur di far partire la centrale di Sulmona. Inizialmente infatti doveva essere pronta per il 2030, ora invece si parla del 2027. «Si sono succeduti governi di tutti i colori e la direzione è stata sempre la stessa», afferma il sindaco di Pratola Peligna Antonella Di Nino, «figuriamoci se può cambiare ora con quello che sta accadendo. Bisogna avere l’onestà intellettuale di dire la verità e di non stare continuamente in campagna elettorale. E anche in campagna elettorale è necessario a mio avviso dire la verità. In questo caso andrebbe detto chiaramente che non si è in grado di bloccare la realizzazione di quest’opera. Abbiamo avuto tutte le strade chiuse, ovunque. E la politica», conclude Di Nino, «non ha avuto la lungimiranza di capire quando bisognava fermarsi».
La Snam per l’impianto di Sulmona è pronta a investire subito due miliardi di euro e a far partire l’opera. Si attende solo la posizione del nuovo governo che potrebbe arrivare nel giro di qualche mese. «Sulla realizzazione del gasdotto linea Adriatica e sull’autorizzazione del tratto Sulmona-Foligno conduco una battaglia da anni al fianco di sindaci e amministratori», ha sottolinea Marianna Scoccia, consigliere regionale e sindaco di Prezza, «in questi anni la Regione Abruzzo ha sempre espresso parere contrario con motivazioni legate alla sicurezza sismica del tracciato e avanzando anche proposte alternative. Mi spiace che dopo anni di battaglie in cui anche la Regione Abruzzo ha avuto un ruolo di primo piano, sotto la guida del presidente Marco Marsilio la giunta regionale abbia cambiato linea».
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