Centrale e fiume intubato Si ribellano anche i sindaci

9 Febbraio 2018

Allarme in Valle Roveto. Assemblea a Capistrello, la Regione finisce sotto accusa Ciciotti e D’Amico: «Esclusi, questo progetto causerà un grave danno pubblico»

CAPISTRELLO. I sindaci contestano la Regione e sono pronti a ostacolare il progetto che prevede di intubare gran parte del torrente Rianza, a Pescocanale, allo scopo di realizzare una nuova centrale idroelettrica. È quanto emerso al termine dell’Assemblea del Contratto del fiume Liri riunita in Comune a Capistrello, convocata dai sindaci di Morino, Roberto D’Amico, e del paese ospitante, Francesco Ciciotti. Si è discusso delle iniziative da assumere per la tutela del Liri, anche in ragione del caso-Rianza.
L’assemblea dei sindaci ha deliberato «di sottoporre le proprie controdeduzioni alla Via in pubblicazione nei termini stabiliti, di richiedere l’accesso agli atti istruttori all’ufficio del Genio civile regionale e di formulare le conseguenti deduzioni in opposizione». Inoltre, l’assemblea chiederà alla Regione, che ha sottoscritto il contratto del fiume Liri, «la definizione di procedure e di norme regionali che consentano ai sindaci di essere costantemente informati e consultati in merito alle istanze e alle pratiche attivate per ogni tipo di concessione per la derivazione di acque dal fiume Liri e dai suoi affluenti». Quindi è stato incaricato il coordinamento tecnico scientifico del contratto e la società Segen Holding srl di realizzare uno studio delle compatibilità e delle attività ammissibili, incluse quelle per la produzione di energie rinnovabili, per l’intero bacino del fiume Liri, da Cappadocia a Balsorano, «in assoluta coerenza con il rispetto degli ecosistemi, degli assetti territoriali, della tutela dei corpi idrici». Al sindaco di Capistrello, territorialmente competente, è stato dato mandato di procedere con le osservazioni al Via e con la richiesta di accesso agli atti al Genio civile regionale «per valutare termini e modalità del ricorso verso la ipotizzata concessione di derivazione idroelettrica che tutti i presenti hanno ritenuta di grave danno pubblico e per la tutela del torrente Rianza e del fiume Liri».
«Non è concepibile», ha dichiarato D’Amico, «che i sindaci associati nel Contratto di fiume cui ha aderito la Regione, possano essere esclusi da tali atti fondamentali per la tutela del nostro territorio». Per Ciciotti «prima che si arrivi a una soluzione definiva, il territorio dovrebbe essere consultato. Il progetto di intubare il torrente non porta alcun beneficio al territorio per cui non abbiamo interesse a far sì che vada in porto. Faremo di tutto per far sentire la nostra voce. Ci saremmo aspettati più considerazione dalla Regione».
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