Centrale e gasdotto, sì del governo Marsilio: «Ora mitigare l’impatto»

6 Ottobre 2022

L’esecutivo Draghi accelera per attivare linea Sulmona-Foligno e impianto di compressione nel 2027 Il presidente della Regione: «Leale collaborazione istituzionale, facilitiamo il rapporto col territorio»

SULMONA. Il consiglio dei ministri dice sì alla realizzazione del metanodotto Sulmona-Foligno. L’emergenza gas provocata dalla guerra tra Russia e Ucraina ha spinto il governo Draghi a premere l’acceleratore sul progetto in campo da 14 anni per la realizzazione del metanodotto. L’esigenza dell’Italia di non essere più dipendente dalla Russia per la fornitura di gas ha portato i ministri a trovare alternative, tra cui la creazione di nuove linee come quello che attraverserà l’Abruzzo.
IL CONSIGLIO DEI MINISTRI
Tra i punti in discussione nel consiglio dei ministri di ieri è spuntata anche la “Costruzione ed esercizio dell’opera denominata metanodotto Sulmona-Foligno”. Da giorni il progetto che da anni divide la Valle Peligna era stato definito «strategico» da Roberto Cingolani, ministro per la Transizione ecologica, alla luce dell’attuale situazione. Questo aveva fatto presupporre un’imminente velocizzazione delle procedure da parte del Governo e un’immediata approvazione dell’iter. Ieri infatti, proprio durante il dibattito in consiglio dei ministri, Cingolani ha ribadito la necessità urgente di realizzare questa infrastruttura, chiedendo a tutti i colleghi ministri di approvare il punto in questione, che ha poi avuto il via libera. Si apre così una seconda fase per il metanodotto Sulmona-Foligno, che nel capoluogo peligno comporterà la realizzazione della centrale di compressione. Il progetto dovrebbe essere pronto nel giro di qualche anno ed entrare in funzione nel 2027. Snam ha già annunciato di voler mettere sul piatto due miliardi di euro per l’intera opera.
OPERA STRATEGICA
Il presidente della Regione Marco Marsilio ha preso parte alla seduta di ieri per rappresentare l’Abruzzo durante la discussione sul metanodotto. Marsilio ha illustrato le istanze provenienti dal territorio e le criticità che sono state espresse nel tempo, ripercorrendo il lungo e travagliato iter di quest’opera. Al termine dell’incontro ha chiesto al Governo, e tramite il Governo alla Snam, «di assumere tutte le necessarie misure compensative a seguito della realizzazione dell’opera. È stato quindi ribadito che l’opera in sé non serve all’Abruzzo, che riceve gas sia da Nord che da Sud, ma si tratta di un’opera strategica per l’intera nazione, come successivamente ribadito da Cingolani». Marsilio, alla luce della volontà del Governo, ha preso atto della scelta fatta «secondo il principio di leale collaborazione istituzionale, e si adopererà per facilitare il rapporto con il territorio, anche con suggerimenti tesi a mitigare l’impatto dell’opera».
«INUTILE PER L’EMERGENZa»
La decisione della Russia di chiudere i rubinetti a Tarvisio, in Friuli Venezia Giulia, e di non far entrare più gas in Italia, ha messo il governo davanti a una scelta: dire subito sì al metanodotto Sulmona-Foligno. Secondo il sindaco di Sulmona Gianfranco Di Piero e le associazioni ambientaliste l’opera non può essere ritenuta strategica perché non potrà dare una risposta immediata all’emergenza gas. Dello stesso avviso anche la neo senatrice del Movimento 5 Stelle Gabriella Di Girolamo: «La spinta sull’acceleratore di Snam sembra l’ultima chiamata alle armi per realizzare un investimento su un’infrastruttura che oggi è già obsoleta nella visione dell’utilità di servizio», ha affermato, «se è vero che gli impianti sarebbero realizzati entro il 2027, è vero pure che ciò significherebbe sconfessare tutti i protocolli sottoscritti con l’Unione europea recepiti in Italia sul cambiamento climatico e sulla prospettiva di abbattimento del 40% delle emissioni di gas a effetto serra entro il 2030, in coerenza con il Quadro 2030 delle politiche per il clima e l’energia dell’Unione europea. Stiamo di fatto parlando di un’infrastruttura che non sarà utile né ora per l’emergenza energetica, né tantomeno nel 2027. Nel 2030, poi, sarà addirittura obsoleta».