Centrale elettrica, no dal Comune di Barrea
Il sindaco Di Benedetto: «Progetto invasivo, in contrasto con la Legge quadro sulle aree protette»
BARREA. Duro no del Comune di Barrea al progetto Enel di potenziamento della centrale di Pizzone. Il sindaco Aldo Di Benedetto ha voluto mettere nero su bianco il no dell’amministrazione alla realizzazione di una nuova centrale da affiancare a quella esistente tramite l’utilizzo di due invasi. Il ministero dell’Ambiente e dell’energia ha avviato il procedimento per la valutazione d’impatto ambientale e l’iter per le osservazioni pubbliche. Dal Comune si è acceso subito un semaforo rosso contro il potenziamento della centrale. «È inverosimile e incomprensibile», ha spiegato il sindaco Di Benedetto, «come si possa, ancora una volta, mettere in campo un progetto così invasivo in contrasto con la Legge quadro sulle aree protette e con l’economia dei territori, deprivati dei loro valori essenziali tra cui l’acqua, bene primario, e il paesaggio che rappresentano il principale volano per le attività turistiche e per poter rivendicare la tutela e la valorizzazione di servizi ecosistemici essenziali alla vita e all’economia di una nazione». Il Comune di Barrea ha presentato delle osservazioni al progetto. La qualità delle acque destinate a uso potabile verrebbe compromessa, in funzione del nuovo modello di utilizzo dell’invaso «con cicli di carico-scarico nettamente più invasivi in termini volumetrici e di ripetitività, con inevitabile aumento dei sedimenti in sospensione. Il territorio ha già subito una netta trasformazione con la costruzione del serbatoio di “Montagna Spaccata”. Inoltre c’è da prendere in considerazione l’impatto sul contesto socio-economico. Secondo gli amministratori «i bacini di Montagna Spaccata e Castel San Vincenzo nel corso del tempo sono di fatto stati antropizzati con la costruzione di aree di ricreazione sulle sponde dei bacini. Tali attività a oggi risultano fonte di guadagno per le comunità richiamando molti turisti. Nella configurazione futura di progetto dei bacini, che prevede abbassamenti e innalzamenti dei livelli, tali attività non potranno essere mantenute per motivi di sicurezza. L’impatto sul contesto socio-economico sarà pertanto significativo e questo aspetto desta ulteriore preoccupazione in quanto con questo progetto si cancellano con un “colpo di spugna” tutte quelle iniziative economiche collegate alla valorizzazione turistica dell’area nonché dei valori immateriali che le comunità hanno recuperato con impegno e sacrificio». (e.b.)
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