Centrale Snam, decide il nuovo governo

L’iter in fase istruttoria e i Comitati del no esultano: «Ripetere la Valutazione d’impatto ambientale, è vecchia di 8 anni»
SULMONA. Arriva un primo stop alla corsa presa dall’iter autorizzativo della centrale Snam. Ieri, nella riunione al ministero dell’Ambiente, i funzionari governativi hanno acquisito i pareri di tutte le parti coinvolte, lasciando la decisione finale al nuovo governo che proprio ieri si è costituito. Il via libera alla centrale, arrivato dall’esecutivo Gentiloni a dicembre 2017 con le Camere già sciolte, è ancora alla fase istruttoria. Indiscrezione appresa ieri e che riarma il fronte del no. Nella prima fase dell’incontro tutte le parti sono state interessate, Comune di Sulmona, Provincia dell’Aquila, Regione Abruzzo e anche Snam, mentre nella seconda solo gli Enti hanno potuto mettere a verbale le loro posizioni che si sono allineate su una contrarietà molto netta. «Ho reiterato la richiesta di sospensione del procedimento per la riapertura della Via, vecchia di oltre 8 anni, e della Vas, su cui si esprimerà il Ministero», riferisce il sindaco Annamaria Casini alla fine dell’incontro, «nella seduta odierna, di natura tecnica, rispettando l’ordine del giorno, è stata ascoltata la Snam per integrazioni e chiarimenti sulla documentazione prodotta. Le ulteriori osservazioni emerse saranno prese in considerazione già in questa fase, ma soprattutto nella conferenza di servizi, in cui l’amministrazione potrà mettere in atto quanto di più utile per motivare e sostenere la contrarietà e il parere negativo sull’autorizzazione alla realizzazione della centrale a Sulmona».
Propedeutica alla costruzione della centrale sarà, dunque, la nuova stagione delle conferenze di servizi, che non si annuncia breve. Un motivo in più per portare a casa un risultato per il fronte del no, presente ieri all’esterno del ministero con una rappresentanza di comitati in sit-in. «Siamo moderatamente ottimisti», conferma Mario Pizzola, «e ora confidiamo che i partiti che compongono il nuovo governo diano seguito alla contrarietà espressa a più riprese sull’opera. Insistiamo che si debba ripetere la Valutazione di impatto ambientale sull’opera, vecchia di otto anni, e prevedere anche la valutazione ambientale strategica».
A giorni sarà presentato il ricorso al Consiglio di Stato contro la sentenza di primo grado del Tar che aveva rigettato l’opposizione del Comune all’opera. «Nei prossimi giorni depositeremo il ricorso in Consiglio di Stato», conclude Casini, «siamo convinti che questo impianto non si debba fare e proseguiremo il nostro impegno in questa direzione».
Presenti ieri, tra gli altri, il dirigente tecnico del Comune di Sulmona, Gianfranco Niccolò, e l’assessore Manuela Cozzi, oltre all’architetto Mario Mazzocca, come esperto per approfondimenti su future attività.
Intanto, anche il Comitato medici torna a ribadire i rischi per la salute, citando un «nuovo studio del New England Journal of Medicine, che conferma come le polveri uccidono, ma il Ministero non valuta il particolato secondario prodotto dalla centrale».
Medici per l’Ambiente Valle Peligna e Coordinamento No Hub del gas in un dossier fanno emergere, in base alla ricerca, «il legame tra l’esposizione alle polveri sottili e la mortalità».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

