Centrale Snam, iniziato il monitoraggio dell’area

Le centraline per i rilievi montate a Case Pente, nei pressi del campo Mezzetti Un passaggio obbligato prima della costruzione del contestato impianto
SULMONA. È partito a Sulmona il monitoraggio dell’aria ad opera della Snam. Sit-in, barricate, proteste, ricorsi, multe e decine di delibere contrarie non sono bastate a fermare il progetto della centrale del gas, che procede a grandi passi verso la realizzazione, autorizzata sul finale di mandato dal governo Gentiloni a dicembre 2015 con le Camere già sciolte. Il monitoraggio dell’aria è un passaggio obbligato per la Snam prima della costruzione dell’impianto di Case Pente, vicino il cimitero di Sulmona.
E le centraline per i rilievi sono state montate proprio qui e nei pressi del campo Mezzetti, in zona Peep. I due cantieri che nei giorni scorsi sono stati presi di mira dai comitati cittadini per l’ambiente, che ne hanno contestato regolarità e sicurezza. Uno di questi, dopo i controlli sollecitati proprio dagli ambientalisti, è stato multato dalla polizia municipale per l’assenza di barriere protettive e luci segnaletiche notturne.
Una piccola vittoria per il fronte del no che si batte da circa 12 anni contro il progetto e che ora resta appeso al ricorso del Comune dell’Aquila al Consiglio di Stato, dopo il rigetto di quello presentato al Tar. Così da ieri è partito il monitoraggio dell’aria in città con il Comune che ha istituito il divieto di sosta, nonché quello di cuocere e somministrare cibi o attivare generatori di corrente nel raggio di venti metri dai due siti delle centraline, tanto in quella di piazzale Di Bartolomeo, che in quella del cimitero.
L’esame dell’aria dovrà andare avanti almeno fino alla primavera prossima e poi dovrà essere ripetuto una volta montata ed entrata in funzione la centrale per paragonare i rilievi e scoprire se ci saranno diversi livelli di inquinamento. Il tutto dovrebbe accadere nei prossimi anni, salvo cambiamenti o correttivi da parte del governo, a cui il fronte del no si è appellato per bloccare una volta per tutte un progetto datato e che fa ancora affidamento su fonti fossili. Il piano prevede la realizzazione di una centrale con relativo gasdotto nei pressi del cimitero, in un’area di 12 ettari, con le tubazioni che toccheranno la Badia fino a Pratola.
Il piano della Snam prevede tre turbocompressori meccanici da 11 megawatt l'uno e da 25 metri per 12, alti 10 metri; oltre a tre caldaie e un camino di 14 metri. Sulla carta la superficie dell'area individuata risulta divisa a metà fra gli impianti e un'area verde. Inoltre le strutture saranno montate 4 metri al di sotto del livello della strada e incassate in cabinati, che servono sia per renderle meno visibili sia per ridurre il rumore delle turbine. Secondo la Snam, per l’ossido di azoto le emissioni sarebbero di 18 chilogrammi all'ora, per il monossido di carbonio di 24,5. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

