Centrale Snam, nuova tappa della battaglia

Gli ambientalisti presentano un ricorso al Tar del Lazio per l’annullamento dell’autorizzazione
SULMONA. La contestazione di “errore clamoroso” è alla base del ricorso contro l’autorizzazione integrata ambientale della centrale Snam presentato dal coordinamento No hub del gas, comitati cittadini per l’ambiente di Sulmona, e l’Associazione nazionale forum ambientalista. Il provvedimento già depositato al Tribunale amministrativo regionale del Lazio contesta di fatto «il documento Ingv del 2020 sui rischi sismici nel sito in caso di terremoto: accelerazioni triple rispetto a quelle calcolabili in base alle norme vigenti e circa doppie rispetto a quelle determinate da Snam». Per questo le associazioni hanno depositato, tramite l’avvocato Herbert Simone al Tar del Lazio, un ricorso per chiedere l’annullamento dell’autorizzazione integrata ambientale rilasciata dal ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, per la centrale di compressione che la Snam vuole realizzare a Sulmona.
«Sul rischio sismico, una delle criticità dell’opera da sempre evidenziato dagli attivisti e dai loro tecnici, un clamoroso documento dell'Ingv del 20 ottobre 2020, smentisce su tutta la linea sia la documentazione della Snam, rivelandone la sostanziale inaffidabilità se non peggio, sia il parere istruttorio della commissione Aia del Ministero», hanno spiegato gli ambientalisti. «A svelarne una parte dei contenuti è il ministero dello Sviluppo economico solo il 3 dicembre 2020 durante la conferenza dei servizi sull’Aia». Secondo quanto appurato dai membri delle associazioni, «i valori di accelerazione individuati da Ingv alla fine dello studio sono molto più elevati rispetto a quelli calcolabili in base alle norme di progettazione anti-sismica ora vigenti». Ulteriori motivi del ricorso riguardano le emissioni di gas clima- alteranti, superiori a quanto dichiarato ufficialmente, e la mancata presa in considerazione del cosiddetto particolato secondario.
«La lotta contro la centrale fossile di Sulmona e il gasdotto Sulmona-Foligno prosegue quindi, nel quadro sempre più drammatico della questione dei cambiamenti climatici che imporrebbero scelte completamente diverse», hanno concluso gli ambientalisti che hanno lanciato un appello «a tutti i cittadini preoccupati per le sorti di Sulmona e della Valle Peligna, dell’Abruzzo e del clima per raccogliere fondi per sostenere le spese legali contribuendo secondo le loro possibilità». (e.b.)
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