Centri storici, l’opposizione all’attacco

1 Agosto 2019

Il dietrofront del Comune col ritiro delle delibere di modifica al Prg scatena la polemica. Chiesta un’assemblea urgente

L’AQUILA. Il dietrofront del Comune sulle norme (annullate) per i centri storici delle frazioni dopo la bocciatura al Tar scatena il dibattito politico sotto l’ombrellone. La decisione della giunta di ritirare le delibere proprie, e quella del 2016 del centrosinistra, in materia di Prg fa gridare le opposizioni al «pasticcio».
PASSO POSSIBILE. «Avevamo disegnato», scrivono Paolo Romano ed Elia Serpetti (Passo Possibile) «gli scenari prodotti dalla sospensiva del Tar alla delibera di modifica alle norme del Prg sulla ricostruzione dei centri storici delle frazioni: ritardi epocali, tecnici e cittadini soggetti a penalizzazioni o peggio a commissariamenti degli aggregati. Abbiamo talmente tanto aperto gli occhi all’assessore Ferella da fargli confezionare in pochi giorni l’annullamento in autotutela della variante originaria alle Norme tecniche attuative. Una conclusione ancora più pasticciata di quella che si era pensata con la delibera 21 dell’aprile scorso. La politica di un buon amministratore deve vertere verso un uso corretto della procedura amministrativa, mai rispettata negli ultimi due anni. Una delibera di variante, come quella riguardante la delibera di consiglio 109 del 2016, che aveva concluso l’iter e che, per essere annullata, aveva dunque bisogno di una nuova variante. Di più: secondo la legge e non secondo l’opposizione, l’annullamento di un atto in autotutela può avvenire entro e non oltre 18 mesi, a meno di presupposti tecnici circostanziati dalle leggi nazionali, ma questo non è il caso. Inoltre il ritiro non comporterebbe necessariamente il decadimento della pronuncia del Tar poiché sussiste anche nel ritiro stesso l’elemento fondante della correttezza procedurale che infatti potrebbe portare a un nuovo ricorso al Tar, se non addirittura la decisione dello stesso giudice amministrativo a dover andare avanti nel giudizio di merito. Ma quali saranno i nuovi effetti di questo ritiro in autotutela? Nuovi ricorsi a parte, si prospetta uno scenario ancora più devastante poiché interesserà lo sviluppo della città. Infatti la possibilità di accedere a cambi di destinazioni d’uso per i locali dei centri storici è al momento decaduta, in attesa di nuova variante, quando essa verrà e se mai verrà. Durante i circa 12/18 mesi che passeranno per l’espletamento della procedura di variante, i cittadini che hanno avuto accesso al bando Fare Centro e quelli che legittimamente aspiravano alla possibilità di un cambio di destinazione d’uso dei propri locali per dare vita al centro commerciale diffuso nei centri storici, saranno drammaticamente al palo, con i fondi del bando in via di esaurimento. Nel frattempo», proseguono Romano e Serpetti, «l’iter amministrativo dei nuovi centri commerciali nella periferia Ovest andrà avanti, mettendo fuori gioco l’attrattiva della città che stava riprendendosi seppur mancante di decisioni strutturali di lunga vita come i parcheggi o la pedonalizzazione della parte centrale. Tutto questo nel nome della ripicca personale, prima nei riguardi della vecchia amministrazione, poi della Soprintendenza, poi del Tar. Un vero capolavoro».
PALUMBO (PD). Il capogruppo del Pd in consiglio comunale Stefano Palumbo chiede all’assessore Ferella di «rimediare con umiltà e buonsenso ai suoi tanti errori commessi, e non con l’arroganza di chi pensa di esercitare il potere a colpi di maggioranza, mentre a pagarne le conseguenze è sempre la città». Secondo Palumbo «l’assessore paventa il rischio che la ricostruzione delle frazioni possa subire un colpo d’arresto provando ad attribuire ad altri le proprie responsabilità. Suoi, infatti, sono gli errori amministrativi che hanno determinato questa situazione, dall’emendamento presentato in fase di recepimento delle osservazioni, da me contestato e stralciato successivamente dalla Provincia, alla violazione delle procedure previste dalla legge per l’approvazione della variante alle norme tecniche attuative del Prg. Errori che hanno esposto l’ente comunale al rischio di ricorsi da parte di chiunque avesse voluto opporsi, e non solo della Soprintendenza accusata, solo per aver esercitato un suo dovere, di fare politica. Non contento del disastro amministrativo prodotto finora, Ferella annuncia addirittura la volontà di annullare in autotutela tutta la variante urbanistica con una delibera approvata in giunta che rischia di essere una pezza peggiore del buco già creato, ravvisandosi al massimo i presupposti per ritirare solo l’ultima delibera sospesa dal TAR in attesa dell’udienza di merito fissata a novembre. Si tratterebbe del terzo imperdonabile errore che rischierebbe di paralizzare veramente e definitivamente la ricostruzione delle frazioni».
IDV. Il capogruppo di Cambiare insieme-Italia dei valori Lelio De Santis afferma che «il centrodestra aquilano sta toccando con mano la difficoltà di maneggiare atti e provvedimenti delicati. Bisogna convocare un consiglio urgente per un esame della situazione e valutare le eventuali decisioni da assumere per recepire o eliminare gli elementi normativi alla base del ricorso della Soprintendenza».
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