Centro antiviolenza: «Ogni giorno al fianco di tutte le donne»

26 Novembre 2020

La presidente Giannangeli: «Da gennaio seguiti 52 casi» La pm D’Avolio: «Il lockdown ha aumentato gli episodi»

L’AQUILA. «Ogni giorno è 25 novembre». Il Centro antiviolenza, attraverso l’avvocata Simona Giannangeli, si racconta. «Il 25 novembre è appena passato», scrive Giannangeli. «Cala il sipario sulla violenza degli uomini, si rimettono nelle scatole le scarpe rosse, giornali, radio e riviste l’hanno già accantonata e da oggi torniamo a essere un numero nell’elenco asettico delle donne maltrattate, stuprate, uccise. Per amore. Per eccesso di amore. Per raptus di gelosia. Motivazioni vergognose e indegne. Il Centro Antiviolenza ha accolto, da gennaio a ora, cinquantadue donne, delle quali 9 migranti. Il Covid-19 è piombato sulla vita delle donne che subivano violenza maschile rendendola, se possibile, ancora più drammatica. Il telefono ha taciuto, soprattutto nel mese di marzo e quel silenzio era per noi agghiacciante. Testimoniava l’impossibilità per le donne di poter chiamare il Centro, di poterci raggiungere. Ma il Centro non ha mai smesso di operare e continua a garantire l’accoglienza e le consulenze psicologiche e legali tramite telefonate e collegamenti da remoto. Ma quest’anno è accaduto pure che alcune giovani donne abbiano concluso il tirocinio, diventando operatrici di accoglienza e questo ha innestato energie nuove e vitali, moltiplicando gli orizzonti del luogo politico che il Centro rappresenta. Il 25 novembre per noi è ogni giorno».
Al fianco del Centro antiviolenza la pm Roberta D’Avolio. «Il flusso delle notizie dei reati consumati in ambito familiare non ha registrato flessioni in questo anno di emergenza sanitaria», scrive la pm. «I delitti ricompresi nella categoria “Codice Rosso” sembrano aver ricevuto nuova linfa dall’emergenza in atto, che ha riverberato tristi riflessi anche nel settore del diritto penale, con specifico riferimento ai delitti contro le donne. Il lockdown ha favorito ulteriormente l’acuirsi della violenza maschile, ma le donne si rivolgono sempre di più alle Forze dell’Ordine. L’autorità giudiziaria recepisce, grazie al lavoro di magistrati specializzati, le istanze di tutela delle donne e appronta rimedi giurisdizionali adeguati, anche grazie all’applicazione di quanto stabilito dalla legge 69/2019, che ha previsto un percorso differenziato e più celere per i delitti ricompresi nella violenza di genere. Non può sottacersi, inoltre, il ruolo fondamentale del Centro Antiviolenza dell’Aquila sul nostro territorio».