Centro commerciale a Centi Colella, altri no

16 Luglio 2019

Oggi si riunisce la commissione Territorio per decidere. De Santis (Idv) e Potere al popolo sono contrari

L’AQUILA. Torna oggi in commissione Territorio la delibera di giunta dello scorso febbraio, con la quale l’amministrazione comunale autorizza la variazione urbanistica per trasformare 18.550 metri quadrati di terreni ubicati in zona Centi Colella e destinati: 15.000 a parcheggi, 2.300 a parco urbano, 1.200 a rispetto stradale, in un’area commerciale per realizzare un centro commerciale.
«Si tratta dell’ennesima variazione urbanistica accolta su richiesta di privati o di imprenditori che, in modo legittimo, chiedono di investire e di avere un ritorno economico, senza farsi carico naturalmente della visione generale e dell’interesse complessivo che, invece, spetta all’ente pubblico», sostiene Lelio De Santis, capogruppo Idv in consiglio comunale e componente della stessa commissione.
«E in una città ancora ferita dal sisma e in attesa della redazione del nuovo Prg, l’amministrazione comunale accetta variazioni urbanistiche di grande impatto sul territorio e sulla viabilità, senza battere ciglio e senza porsi il problema della compatibilità ambientale, di una pianificazione razionale, di un’idea di città del domani. D’altra parte», sostiene De Santis, «il territorio aquilano è pieno di centri commerciali e di supermercati, a fronte di una popolazione di circa 70 mila residenti, molti dei quali per la grave crisi occupazionale potranno visitare, ma non comprare, in questi spazi. Sul piano politico, questa deregulation urbanistica a favore del proliferare di grandi attività commerciali in periferia è in palese contraddizione con l’impegno corale di giunta e consiglio, oltre che con le richieste delle associazioni di categoria di commercianti ed artigiani, che sono tornati ad operare nel centro storico cittadino e che inevitabilmente vedranno ridotte le loro possibilità di lavoro».
«Una curiosità», conclude il capogruppo Idv, «senza alcuna malignità, è la tempistica dell’atto: domanda presentata il 20 agosto 2018, integrata il 24 gennaio e il 6 febbraio 2019 e approvata il 18 febbraio scorso dalla giunta comunale: in mezzo c’è solo il 10 febbraio, giorno delle elezioni regionali. Quando la politica può accelerare tutti tempi e sconfiggere la burocrazia».
Sull’argomento c’è anche un intervento dei rappresentanti di Paplaquila (Potere al popolo), che parla di «illusione di nuovi posti di lavoro. In una città di 70mila abitanti scarsi non si può pensare di produrre un modello di consumo come se fossimo a Pechino».