Centro commerciale a Pettino, l’ente ricorre al Consiglio di Stato
L’AQUILA. Il Comune dell’Aquila farà ricorso al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tribunale amministrativo regionale che dà il via libera a un centro commerciale nel quartiere di Pettino.I...
L’AQUILA. Il Comune dell’Aquila farà ricorso al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tribunale amministrativo regionale che dà il via libera a un centro commerciale nel quartiere di Pettino.
I giudici amministrativi hanno infatti annullato una delibera di consiglio comunale che negava l’autorizzazione alla nascita della struttura e hanno bocciato pure un articolo delle norme tecniche di attuazione del Piano regolatore generale, che stabilisce che sui cambi di destinazione d’uso serve il parere dell’assise municipale.
Per il Tribunale amministrativo regionale, invece, basta una delibera di giunta.
L’annuncio del ricorso è stato fatto dal dirigente comunale, avvocato Domenico de Nardis, il quale lo considera un atto necessario, una vera e propria “battaglia di civiltà”.
Lo stesso dirigente de Nardis ha definito la norma regionale – che, se recepita dal consiglio, potrebbe in teoria “sanare” la complessa situazione delle casette post-sisma realizzate in forza della delibera 58 – come una “pezza a colori”.
Sulla vicenda delle cosiddette “casette” ci sono state anche alcune prese di posizione da parte del presidente del consiglio comunale Roberto Tinari, da sempre favorevole a una “sanatoria” laddove possibile dei manufatti provvisori.
D’accordo con l’avvocato Tinari, su questo specifico punto, si sono detti anche i consiglieri comunali Angelo Mancini e Ferdinando Colantoni, che ha sollecitato iniziative immediate in tal senso.
La breve discussione è nata nel corso della seduta di ieri dopo l’intervento da parte del consigliere comunale Luciano Bontempo, capogruppo dell’Udc, che, pur trovandosi d’accordo sulla delibera che consente l’ampliamento della struttura ricettiva Magione Papale, ha chiesto al dirigente de Nardis se il Comune aveva tenuto conto del fatto che nella stessa zona ci sarebbero anche due “villette” costruite grazie alla delibera 58 del 2009 e che non risulterebbero regolarizzate.
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