Centro Montessori De Angelis: è stata un’opera mia

12 Aprile 2017

AVEZZANO. Nel giorno dell’inaugurazione (oggi alle 16.30), del nuovo centro culturale polifunzionale, realizzato nell’edificio dell’ex scuola materna “Montessori”, in via Genserico Fontana. Noto...

AVEZZANO. Nel giorno dell’inaugurazione (oggi alle 16.30), del nuovo centro culturale polifunzionale, realizzato nell’edificio dell’ex scuola materna “Montessori”, in via Genserico Fontana.

Noto come il “Salotto della città”, il centro è stato ristrutturato col contributo della Fondazione Carispaq, mentre gli arredi della sala destinata a convegni e congressi sono stati donati dalla Fondazione Irti.

«La struttura», ha dichiarato il sindaco Gianni Di Pangrazio, «oltre a costituire un punto di aggregazione, ridarà movimento e vivacità alla piazza».

Sull’argomento interviene Gabriele De Angelis, ex assessore e attuale candidato a sindaco.

«In campagna elettorale è prassi ricorrere al pronome personale singolare quando si tratta di rivendicare realizzazioni importanti», osserva, «ma a rimediare a fisiologiche amnesie, è giusto dare atto che, se è stato possibile ristrutturare e restituire alla città la Montessori, è stato grazie alla fondazione Carispaq, da me sollecitata a finanziare l’opera in qualità di assessore ai Progetti speciali e consigliere per sei anni della Fondazione stessa. Per questo, è doveroso ricordare e ringraziare i componenti del Cda, l’ingegner De Cristofaro e l’avvocato Ottavi, e i membri del consiglio generale, il professor Mascitti, Presutti e Seritti che stanziarono ben 800mila per realizzare un progetto che, anche questo va sottolineato, è rimasto in gran parte incompiuto».

«Se domani (oggi per chi legge), infatti, inaugureremo la Montessori – uso il plurale perché si tratta di un intervento che ho fortemente voluto», sottolinea ancora, «è perché di quella imponente cifra sono stati utilizzati “solo” 550mila euro, mentre altri 250mila, destinanti alla seconda fase del progetto, un intervento strutturale sulla fontana di piazza Risorgimento, non sono stati spesi».

Realizzata dallo scultore bulgaro, Assen Peikov, autore nel 1960 della statua bronzea di Leonardo da Vinci all’aeroporto di Fiumicino, la fontana avrebbe dovuto presentare tre figure di donne ed altrettante conche metaforicamente ispirate ai tre affluenti del Lago Fucino.

«Lanciammo un concorso di idee», aggiunge De Angelis, «cui partecipò una ventina di progettisti provenienti da ogni parte d’Italia e la commissione, presieduta dal professor Carbonara e composta da tecnici di altissimo profilo, scelse un giovane ingegnere originario di Magliano, Giancarlo Cardone. Non solo, oltre a quel progetto, prevedemmo un intervento di riqualificazione del centro più articolato e complessivo, che avrebbe sottratto al degrado corso della Libertà, quella che un tempo fu la strada più elegante di Avezzano e da anni vive una lenta agonia, e via Corradini, grazie anche a una posta di bilancio di un milione e 700mila euro, già deliberata in commissione ma poi smarrita chissà dove».

«Esultare per la Montessori, pertanto», conclude De Angelis, «è legittimo, ma – nello stesso tempo – non possiamo non esprimere rammarico per un progetto che aveva ambizioni ben più grandi e che sarà nostro impegno riprendere non appena la nostra amministrazione si insedierà al municipio di Avezzano ad evitare così che la Montessori resti una “cattedrale laica” nel deserto di un centro sempre più desertificato».

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